Il progetto, prevede nella sua stesura progettuale, l’organizzazione degli spazi interni già recuperati con il primo intervento e ad organizzarli secondo specifiche di funzionalizzazione e metodica già avviata nel recente passato con il riutilizzo del manufatto, una volta completato il restauro, quale biblioteca con annessa mediateca e sala multimediale, aprendo inoltre l’uso dell’ala Nord del piano terra alle funzioni di centro polivalente con aule didattiche, centro funzionale polivalente e di servizio all’intera comunità Castelvetranese e non solo. L’ala di piano terra con annessa mediateca dotata di attrezzature didattiche multimediali ed interattive, sarà realizzata nell’ala Est a piano terra, mentre nell’ala Nord troveranno ubicazione tutti i servizi e le funzioni inerenti l’utilizzazione del centro sociale polivalente. Il piano cantinato sarà destinato ad archivio dei libri della biblioteca che sarà ubicata a primo piano, dove troveranno ubicazione le sale lettura e gli uffici di pertinenza. La sistemazione dell’area posta a Nord del manufatto, prospiciente l’angolo della piazza con la via V. Veneto creerà, uno spazio urbano di pregevole fattura, realizzando un continuum con il “Parco delle Rimembranze” importante polmone di verde della città.

RELAZIONE  TECNICA

1.0 – PREMESSA

Il manufatto in oggetto è stato nel recente passato sottoposto ad un intervento mirato al recupero ed al consolidamento dell’esistente attuato con finanziamento dai fondi “P.O.P. Sicilia 1994/99 misura 2.4 II fase” che ha ottenuto l’obiettivo di restituire autenticità ai materiali ed agli ambienti che rappresentano il vero valore del convento. All’interno di detto intervento si è operato con l’eliminazione di tutte quelle superfetazioni che si sono susseguite nel corso del secolo scorso e grazie a ciò è stato possibile restituire alla collettività la corte interna (di circa mq 1000) in un’ottica di restituzione storica e di riutilizzo per attività culturali.

2.0 – UBICAZIONE E CENNI STORICI

Ubicato nella parte nord del centro urbano di Castelvetrano e precisamente tra la piazza Matteotti e la via V. Veneto. Edificato nel 1607, il convento di San Francesco di Paola, a pianta quadrangolare con corte interna, sorse in seguito alla rendita assegnata dai Duchi di Terranova e da un eminente cittadino. Poi si principiò alla costruzione del convento, iniziata vicino al convento dei miracoli che andava al potere dei Principi di Castelvetrano denominato “Coniglera”, ma a causa dell’infezione dell’area, fu sospesa e il convento trasportato, con il permesso della sopraddetta fondatrice nel quartiere S. Leonardo, dove tuttora si trova, a dì 1 Agosto 1608.

In seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, i frati, che ne avevano diretto e curata la costruzione dovettero abbandonare quelle vecchie mura. Nei primi anni del secolo attuale l’ex convento dei Minimi fu adibito ad alloggio di truppe. Intorno al 1950 edificio fu adibito come locale scolastico e successivamente come magazzino comunale.

3.0 –  DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO DI RECUPERO FINANZIATO CON IL P.O.P. SICILIA 1994/99 MISURA 2.4 II FASE

L’intervento effettuato con il finanziamento “P.O.P. Sicilia 1994/99 misura 2.4 II fase” ha avuto l’obbiettivo di restituire autenticità ai materiali ed agli ambienti che rappresentano il vero valore del convento e quindi ne ha proposto il recupero. L’idea portante del progetto è stata quella di mettere in evidenza gli elementi caratteristici significativi quali volte, archi e consolidamento delle mura.   Allo stato precedente ai lavori, il manufatto presentava gravi carenze strutturali derivate da mancanza di manutenzione, dal deterioramento naturale dei materiali e da carichi aggiunti in epoche successive che hanno pregiudicato la staticità di volte, di pavimenti e di parte di muri portanti provocando cioè crolli parziali.

Il primo lotto, ha mirato al recupero ed al consolidamento dell’esistente in modo da evitare possibili crolli e, in definitiva, perdere completamente questo importante manufatto della storia e della cultura Castelvetranese. In seconda istanza, con l’eliminazione delle superfetazioni esistenti all’interno della corte (che ha una dimensione di circa mq. 1000) è diventata una parte nuova di notevole importanza nel quadro di fruizione per attività collettive. Detto spazio incompleto è riscattato dalla nuova proposta di spazio a destinazione pubblica dilatato dalla presenza di una pavimentazione in marmo bianco e di un quadrato più piccolo rispetto alla geometria del chiostro in ciottoli di fiume, ruotato secondo un nuovo asse di riferimento dettato dall’ingresso principale decentrato. La corte, finora rimasta inutilizzata, è diventata la parte conclusiva di un percorso urbano ed architettonico che inizia dalla piazza e allo stesso tempo una zona fruibile per attività collettive. Le facciate seicentesche prive di intonaco mettono in luce le tessiture della muratura a mostrare la storia dell’edificio. Inoltre, è da rilevare la valenza storico-culturale che lo stesso riveste nel panorama Castelvetranese e l’interesse che esso riveste per ciò che concerne l’attuazione di un nuovo circuito Turistico-Culturale che attualmente è, nonostante l’importanza che riveste il vicino sito Archeologico di Selinunte, inesistente ma che ha sicuramente una notevolissima valenza.

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