Dapprima l’opposizione al decreto ingiuntivo presentato dalla “International Factors Italia Spa”, ora il giudice del Tribunale di Marsala ha condannato il Comune di Castelvetrano a pagare 202.821,76 euro, più gli interessi di mora. La vicenda è quella che riguarda la cooperativa “Insieme” che per anni ha gestito in convenzione col Comune 2 centri d’accoglienza coi progetti Sprar tra il 2014 e il 2016. La cooperativa ha ceduto il credito alla “International Factors Italia Spa” che, a sua volta ha anticipato alcune somme alla cooperativa, ma poi doveva incassarli dal Comune. Da qui il decreto ingiuntivo. E il Comune si è opposto. La vicenda è finita davanti al Tribunale di Marsala che ha revocato il decreto ingiuntivo opposto e condannato il Comune. L’ente – ha assicurato il legale del Comune, Francesco Vasile – presenterà appello (ha tempo sino a novembre) a quella decisione.

Intanto la cooperativa “Insieme” è fallita, la questione al centro del contendere ruota attorno a fatture e rendicontazioni. La cooperativa allora guidata da Giuseppe Scozzari ha presentato alla “International Factors Italia Spa” fatture con credito «certo» ed «esigibile». Alcune di queste (per un totale di 344.372,30 euro), però, non sono state pagate dal Comune, perché mancherebbe la giusta rendicontazione. Per il Comune «a seguito della rendicontazione del progetto, le somme anticipate alla cooperativa risultano di gran lunga superiori a quelle emerse in fase di verifica». Il giudice che ha condannato l’ente a pagare, invece, nella sentenza spiega che l’onere di meglio dettagliare le voci non liquidabili, poiché non correttamente rendicontate «non è stato assolto in modo idoneo» da parte del Comune che ha presentato opposizione al decreto ingiuntivo della “International Factors Italia Spa”. Il giudice ha anche condannato il Comune a pagare le spese di lite nella misura di 16 mila euro.

La vicenda è tutt’altro che chiusa. Il giudice nella sentenza di condanna del Comune parla di «palese inaffidabilità della contabilità dell’Amministrazione». Ora l’ente è pronto ad appellarsi, anche forte dell’ultima relazione arrivata dall’Ufficio verifiche del Ministero dell’Interno del maggio scorso.