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La seconda sezione penale della Corte di Appello di Palermo ha parzialmente confermato le condanne degli imputati nel processo “Visir”, facendo proprio l’impianto accusatorio che aveva già trovato riscontro nella pronuncia di primo grado del Tribunale di Marsala, in composizione collegiale. I giudici d’Appello hanno rideterminato le pene per gli imputati (per l’imputazione di associazione mafiosa): Andrea Antonino Alagna e Fabrizio Vinci sono stati condannati a 9 anni di reclusione, Alessandro D’Aguanno a 11 anni e Michele Giacalone a 15 anni di reclusione.

Il processo, tra i vari fatti, doveva accertare la sussistenza del tentativo di estorsione di Michele Giacalone ai danni della “Billeci Immobiliare srl”. Nelle specifico il Giacalone era imputato perchè «…compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere Billeci Salvatore (quale amministratore unico della Billeci Immobiliare Srl) ad affidare in subappalto alla “Geral Immobiliare srl” (riconducibile allo stesso Giacalone) una parte dei lavori di manutenzione della piazza Guglielmo Marconi di Marsala». Tale tentativo di estorsione sarebbe avvenuto approfittando della forza intimidatrice scaturente dal vincolo associativo dell’organizzazione Cosa Nostra.

La sentenza di appello, inoltre, ha anche confermato la condanna di primo grado al risarcimento danno di 30 mila euro in favore di Salvatore Billeci che si è costituito parte civile. A difenderlo l’avvocato Giuseppe Accardo: «Sono molto soddisfatto che i fatti relativi al mio assistito abbiano trovato ulteriore riscontro dinnanzi alla Corte di Appello di Palermo. Ovviamente attendiamo il deposito delle motivazioni della sentenza per fare ogni altra valutazione». La Corte d’Appello ha confermato le disposizioni di primo grado in favore di Francesco Billeci (15 mila euro di risarcimento) e della “Billeci Immobiliare Srl”, entrambi difesi dall’avvocato Francesca Tolomeo.

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