Il Comune di Castelvetrano è stato ammesso tra le parti civili del processo scaturito dall’operazione denominata “Scrigno” durante la quale, nel mese di marzo del 2019, sono state arrestate 25 persone accusate di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio e altro, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Una vasta operazione, le cui indagini eseguite dal Comando Provinciale dei Carabinieri, coordinati dal Procuratore Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Paolo Guido, e dai Sostituti Procuratori Gianluca De Leo e Claudio Camilleri, hanno permesso di disarticolare il mandamento mafioso di Trapani retto dai fratelli Francesco e Pietro Virga, figli del boss ergastolano Vincenzo, nonché di colpire il vertice della famiglia mafiosa di Paceco, capeggiata dal pregiudicato Carmelo Salerno e esponenti della famiglia mafiosa di Marsala.

“Da quando si è insediata questa amministrazione – scrive in un post facebook, il sindaco di Castelvetrano Enzo Alfano – tra i vari obiettivi, si è prefissato quelli di far tornare Castelvetrano un presidio di legalità e di costituirsi parte civile in ogni processo penale lesivo dell’immagine di Castelvetrano al fine di richiedere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti dalla nostra Comunità.

Oggi vi informo che il Gup di Palermo ha accolto tra le parti civili del processo Scrigno diversi comuni tra cui quello di Castelvetrano. Ricordo che tra le persone coinvolte figurano personaggi politici come l’ex deputato all’Ars Paolo Ruggirello, accusato di connivenza con ambienti mafiosi del territorio. Le cui intercettazioni telefoniche dei giornali evidenziano frequentazioni e contatti privilegiati con politici locali della nostra cittadina. I politici non sono tutti uguali, votate quelli che scelgono la via maestra della legalità e la percorrono senza compromessi.