valerio rizzo pianoGrande entusiasmo ed apprezzamento in occasione del Premio “Pippo Ardini” per il gruppo “Indian Jazz TreeO”, uno degli ultimi progetti portati avanti dal giovane pianista castelvetranese Valerio Rizzo.

Il trio, che vede al basso e batteria, Stefano India e Paolo Vicari, è risultato vincitore sia della sezione “gruppi autonomi” che del primo premio assoluto, stupisce tutti alla quinta edizione del Premio,organizzato presso l’auditorium RAI di Palermo

Abbiamo chiesto a Valerio di raccontarci il suo percorso artistico..

Dopo aver studiato pianoforte a Castelvetrano con Mariella Zancana, ho studiato per tre anni pianoforte al triennio jazz del conservatorio di Ferrara dove, tra Bologna e la stessa Ferrara, ho partecipato alla realizzazione di un disco (progetto “Trinacria Express”) che uscirà a breve.

Ho suonato nell “alma jazz orchestra” e nell’orchestra del conservatorio di Ferrara, ho suonato con musicisti più o meno conosciuti come Antonio Marangolo, Maurizio Giammarco, Flavio Piscopo, Roberto Manuzzi, John Serry, e collaborato con l’attore napoletano Tommaso Bianco; dopo aver conseguito il titolo quest’estate ho capito che in italia la situazione musicale è fondamentalmente la medesima (e sicuramente difficile) sia che ti trovi al nord, sia che ti trovi al sud.

credits. Photoediting di Attilio Taranto

credits. Photoediting di Attilio Taranto

Per completare il titolo con un biennio, ho deciso di studiare pianoforte classico a Palermo, ed è così che da questo novembre qui mi sono trasferito; nel frattempo quest’estate il musicista mazarese Fabio Crescente, docente di basso al conservatorio di palermo, mentre suonavamo mi ha consigliato di avvicinarmi al suo alunno prediletto, Stefano India, bassista del trio vincitore del premio, consigliandoci di partecipare a qualche concorso perché insieme, secondo lui, avremmo raggiunto dei buoni obiettivi.

Fu così che con Stefano, mentre ero a palermo solamente da qualche giorno, ci demmo un appuntamento, al quale si presentò anche Paolo Vicari, batterista ennese del trio, e Zoom H2N, un registratore audio di media qualità; notando un feeling non indifferente, registrammo una nostra versione del brano “What is this thing called love” che Stefano inviò, la sera prima della scadenza del bando per il premio Pippo Ardini, alla commissione tecnica, indicando per il trio un nome che non avevamo avuto nemmeno il tempo di decidere insieme: “indian jazz treeo”.

Ecco il video integrale della serata

Nel futuro – conclude Valerio – è quindi necessario innanzitutto preparare un repertorio degno dei festival a cui parteciperemo come premio del concorso (Vittoria Jazz Festival, Castelbuono jazz festival ed un altro organizzato dall’associazione Curva minore) , inoltre Venerdì sera saremo ospiti del programma radiofonico By Night Jazz.

Personalmente sto studiando per conseguire al più presto il titolo, inoltre mi sto preparando per un mio concerto in Provincia di Trapani, sto collaborando per la realizzazione di un altro disco (progetto “Surando”) e sto suonando con la “Sunlight jazz orchestra” composta da docenti ed ex colleghi del conservatorio di Ferrara, con cui suoneremo probabilmente al teatro di Cesena in primavera ed a Malta quest’estate (e altre date da confermare).