La chiocciola di Slow Food compie 40 anni. Un traguardo storico che giunge in un momento di profonda commozione per tutta la rete: la recente scomparsa del fondatore Carlo “Carlin” Petrini lascia infatti a tutti i soci la grande responsabilità di custodire e far fruttare la sua eredità etico-morale. Il suo ricordo appassionato e la sua visione rivoluzionaria hanno fatto da eco all’incontro del numeroso gruppo di soci della Condotta di Castelvetrano e Agro Selinuntino, riuniti per celebrare questa ricorrenza. A tracciare un toccante profilo del fondatore e delle sfide future dell’associazione è stato il socio referente per la comunicazione, Franco Messina.
La splendida cornice di Cavourria, nel cuore storico della nostra città della Valle del Belìce, ha ospitato il 14 giugno l’atto conclusivo delle celebrazioni dello Slow Food Day. La programmazione del menù e il racconto dei piatti sono stati curati dalla presidente della Condotta Ita Galfano, dalla segretaria Rosa Centonze e dalla tesoriera Maria Grazia Filardo.
“A tavola abbiamo celebrato – spiega Franco Messina – la biodiversità e il gusto autentico, abbracciando l’intera provincia di Trapani in un viaggio enogastronomico indimenticabile. Ecco i protagonisti della giornata:
• L’oro bianco e rosso della nostra terra: Abbiamo aperto le danze con l’intensità aromatica dell’Aglio Rosso di Nubia e la purezza ancestrale del Sale Marino di Trapani, entrambi storici e pilastri Presìdi Slow Food.
• Il mare nel piatto e le sue sfide: Spazio poi alla dolcezza unica del Gambero Gobbetto di Mazara del Vallo e alla freschezza del pescato della Marineria di Selinunte (altro straordinario Presidio Slow Food). Sul “Gobetto” mazarese, la vice presidente della Condotta, Claudia Iacona, ha offerto un’interessante relazione scientifica, evidenziandone le straordinarie proprietà nutritive, l’importanza socio-economica per il sostegno ai pescatori e la sostenibilità dei metodi di pesca. Nota di profonda riflessione è stata quella di Serafina Di Rosa, che ha acceso i riflettori sul Presidio della Marineria di Selinunte, testimoniando un momento di grave difficoltà logistica e strutturale del porticciolo locale.
• L’arte della pasta: Lo storico produttore trapanese Valerio Campo ha affascinato i presenti raccontando la genesi del riccio di pasta fresca, ormai entrato ufficialmente nel vocabolario italiano con il nome di “BUSIATA”. Un successo, quello della produzione artigianale, che si perpetua attraverso l’uso antico del Buso, il tradizionale bastoncino ricavato dalla pianta di Disa.
• La tradizione della terra: Non poteva mancare la Cipolla di Partanna, un’eccellenza iscritta all’Arca del Gusto. Della sua coltivazione rigorosamente biologica e della tutela del suolo ha parlato con passione Giovanni Augello, coltivatore biologico in prima linea nella salvaguardia di questo ecotipo”
Una domenica interamente dedicata al buon cibo, alla sostenibilità e alle radici più profonde del nostro territorio. La nutrita e sentita partecipazione dei soci, arricchita dalla presenza di una delegazione della Condotta “Il Vallo” di Mazara, ha dimostrato concretamente la vitalità degli attivisti di Slow Food e l’urgenza vitale di fare rete, perché solo attraverso la “Comunità” è possibile difendere il futuro del nostro pianeta e delle nostre identità locali.