Sarà firmato in settimana, tra il Presidente della Srr «Trapani Sud» Nicola Catania e il curatore fallimentare della «Belice Ambiente Spa», Giuseppe Antonio Lentini, il contratto di affitto del Polo tecnologico di contrada Airone a Castelvetrano. Si avvia così alla fase finale il lungo iter che porterà al riutilizzo, seppur temporaneo, dell’impianto fra Castelvetrano e Partanna e che consentirà all’intera provincia di gestire l’ammasso della frazione organica ed evitare così nuove emergenze. Per i 24 comuni, infatti, gli ultimi mesi sono stati da dimenticare per quanto riguarda il conferimento dell’organico.

I pochissimi impianti disponibili in Sicilia (nel Catanese e a Termini Imerese) hanno «sofferto» le enormi quantità da trattare e, a catena, le difficoltà si sono tradotte nei paesi con raccolte a singhiozzo.

«L’apertura del Polo tecnologico di Castelvetrano con un impianto mobile di trattamento che verrà gestito dalla “Trapani Servizi Spa” ci consentirà di poter ottimizzare il servizio di raccolta in tutti i Comuni – ha ribadito il Presidente della Srr “Trapani Sud”, Nicola Catania – riducendo anche i costi di trasporto verso impianti fuori provincia». Per entrare a regime il Polo tecnologico sarà necessario ripulirlo dai rifiuti provenienti da 17 comuni della provincia e che furono ammassati nel 2017, durante l’emergenza. I singoli enti hanno già assunto l’impegno di spesa nei confronti della “Trapani Servizi Spa” che si occuperà di smaltirli.

Sul fronte nord della provincia c’è in ballo, invece, la costruzione del nuovo impianto che dovrà nascere sul territorio di Calatafimi. Nella delibera della Giunta regionale del 5 novembre scorso è indicato che la struttura sarà finanziata con fondi del Piano ambiente e per questo è già arrivato il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente. Si tratta di una riprogrammazione dove alcuni interventi sono stati tolti e potenziati altri. In questa c’è anche la somma di 6 milioni per l’acquisto del Polo tecnologico di Castelvetrano. L’impianto di Calatafimi, invece, è stato tolto dal Patto per lo sviluppo della Regione Siciliana (era indicato con 14,5 milioni di euro) e inserito nel Piano operativo ambiente del Ministero.

Dei 18 milioni stanziati nel Piano, 15 andranno per l’impianto di Calatafimi. Al Dipartimento rifiuti dell’Assessorato regionale all’energia aspettano ora il progetto esecutivo dell’impianto, che fu al centro di una specifica riunione che si è tenuta presso la Prefettura di Trapani. In quella sede è stato indicato come termine ultimo di presentazione la fine del mese di novembre. L’impianto di Calatafimi potrà accogliere 23.000 tonnellate l’anno di organico. «Il nostro obiettivo – ha commentato il Presidente della Srr “Trapani Sud” – è quello di raggiungere l’autosufficienza e così ottimizzare il servizio, creando, a sua volta, un circuito virtuoso che possa, parallelamente, consentire il conferimento dei rifiuti in luoghi autorizzati e, dall’altro, consentire un risparmio in bolletta ai cittadini».

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia