I muretti a secco in pietra sono vere e proprie opere d’arte. A stabilire ciò è stato il Comitato per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, riunitosi a Port Louis nel 2018, che ha riconosciuto l’arte dei muretti a secco inserendola nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

I muretti a secco, infatti, sono annoverati, per la loro tradizione millenaria, tra le più antiche opere di manifattura e venivano realizzati con pietre e ciottoli opportunamente collocati uno sull’altro in modo da rendere la struttura resistente senza l’impiego di ulteriori materiali leganti, quali malta o cemento.

Le tecniche più antiche prevedevano la disposizione delle pietre, che spesso si trovavano direttamente sul posto, in modo tale da farle combaciare ottenendo l’equilibrio perfetto, utilizzando anche ciottoli più piccoli per riempire le parti vuote, in attesa che la vegetazione circostante crescesse fortificandone ulteriormente la struttura con le ramificazioni.

L’arte dei muretti a secco, ancora oggi apprezzati e tramandati nelle piccole comunità paesane, si è rivelata utile per dare rifugio e protezione al bestiame, per delimitare le aree per l’agricoltura, ma soprattutto per combattere l’erosione e la desertificazione del suolo, per arginare il rischio di alluvioni e slavine e per fronteggiare il pericolo di frane e valanghe nei territori particolarmente soggetti.

Queste costruzioni di pietra, che nelle nostre zone sono poste a delimitazione dei terreni agricoli coltivati principalmente a uliveto e vigneto, spesso costeggiano le strade del territorio e se ne possono trovare ancora in ottimo stato di conservazione nelle zone rurali di Castelvetrano come la contrada Seggio, la contrada Fontanelle marcite, la contrada Bresciana e nelle strade provinciali 81, 13 e 56 che collegano il comune con le frazioni di Triscina e Selinunte. Moltissimi altri, invece, versano in uno stato di decadimento e, considerandone il valore attribuito dall’UNESCO, è un peccato che se ne ignori l’importanza.