Scuole aperte sì, scuole aperte no. L’istituzione della “zona rossa” a partire da domenica, ha scatenato polemiche e critiche sulla scelta di far riprendere le lezioni in presenza per i bambini delle elementari e della prima media. A tal proposito accogliamo la riflessione di Vita Alba Pellerito, mamma e già candidata a sindaco alle ultime elezioni comunali a Castelvetrano.

In questi giorni assistiamo a tifi da stadio a favore o contro la riapertura delle scuole. Personalmente ritengo che la scuola sia l’unico baluardo di salvezza dal baratro in cui getta l’ignoranza e che quale diritto costituzionalmente garantito, sia al pari del lavoro e della salute. È ovvio che la salute vada preservata al di sopra di tutto, ma arretrare sulla scuola in presenza è giustificabile solo se effettivamente ci siano evidenze scientifiche che l’ambiente classe costituisca un luogo in cui il virus possa trasmettersi. È fortunatamente, lo dicono gli scienziati e lo confermano le statistiche, non è così!
Il sistema di regole per le classi della primaria, obiettivamente, ha retto la sfida “in classe non ci si contagia”.

E infatti i genitori non si lamentano di ciò che avviene dentro la scuola, ma bensì fuori! Davanti i cancelli ci si assembra, è inutile negarlo! Però mi domando: ma è possibile che siano state approntate regole che mettono in sicurezza milioni di alunni in classe e non si riesce a trovare una soluzione per mantenere il distanziamento davanti scuola? Io non do tutti i torti ai genitori, perché io per prima, al suono della campanella, mi avvicino al cancello per prendere la mia bambina di sei anni; e il motivo è presto detto: non posso stare dall’altra parte del marciapiede se le auto continuano a sfrecciare davanti scuola.

Ma è davvero così difficile approntare due transenne per bloccare il traffico per quei cinque minuti necessari a prendere i bambini? Ricordo che non molto tempo addietro il Comune invitava i pensionati a svolgere, gratuitamente, questo servizio di supporto all’uscita da scuola; ed erano tanti i nonnini, e non solo, con gilet e palettina che si facevano avanti per rendere sicura l’uscita da scuola dei piccoli studenti, che sono il domani di ogni società evoluta e civile. Comunque la si voglia gestire, invito le istituzioni a trovare soluzioni per favorire il rientro a scuola dei bambini, superando ogni ostacolo che possa intimorire i genitori, nei limiti, ovviamente, delle proprie competenze. Il virus non ha cervello, gli uomini si! Usiamolo.