A pochi giorni dalla chiusura della presentazione delle liste elettorali per le amministrative a Castelvetrano, Pasquale Calamia, candidato sindaco per il gruppo “UNITI X Castelvetrano” si affida ai social per presentarsi alla città, ricordando gli atti di intimidazione dei quali è stato vittima.

Ho 44 anni, sono sposato, padre di tre bambini, cattolico – scrive Calamia – faccio parte della Fondazione “Antonino Caponnetto”. Sin dalla giovane età mi sono impegnato in politica e nel sociale. Nel 2001 mi sono laureato in architettura e nello stesso anno mi sono candidato per il Consiglio Comunale a Castelvetrano. Sono stato eletto e poi rieletto nel 2007 e nel 2012.

Da sempre sono stato in prima linea nel contrastare la mafia a Castelvetrano.
In Consiglio comunale, nel 2008, alla presenza del Prefetto Stefano Trotta, ho detto: “Castelvetrano oggi viene ricordata perché città natale di Matteo Messina Denaro e non per la città con il Parco Archeologico di Selinunte o per i suoi monumenti“. In quell’occasione mi augurai che Messina Denaro venisse assicurato in tempi brevi alla giustizia. A seguito di queste dichiarazioni ho subito intimidazioni e atti di violenza.

Nel 2008 sono stato vittima di due atti incendiari (auto e residenza estiva).
Nel 2011 sono stato chiamato a testimoniare al processo “Golem 2”.
Nel 2013 le gomme della mia auto, posteggiata sotto casa, furono tagliate.
Nel 2014 la mafia stava progettando un altro attentato nei miei confronti. Dovevano bruciarmi la macchina (operazione “Anno Zero”).
Il progetto non fu portato a termine.
Io il mio progetto di contrasto alla mafia e alle illegalità lo sto continuando”.

Pasquale Calamia
Ph. Anna Franca Lombardo