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“Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi” per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa. “E il popolo si scandalizza”. Lo ha detto il Papa, che nell’omelia a Santa Marta ha raccontato un episodio a cui ha assistito da giovane sacerdote: “Ero con un gruppo di universitari e voleva sposarsi una coppia di fidanzati: erano andati in una parrocchia ma volevano farlo con la messa.

E lì, il segretario parrocchiale ha detto: ‘No, no: non si può’. ‘Ma perché non si può con la messa? Se il Concilio raccomanda di farlo sempre con la messa’. ‘No, non si può, perché più di 20 minuti non si può’. ‘Ma perché?’. ‘Perché ci sono altri turni’. ‘Ma, noi vogliamo la messa!’. ‘Ma pagate due turni!’. E per sposarsi con la Messa hanno dovuto pagare due turni. Questo è peccato di scandalo”.

Card. Bagnasco, sacramenti non sono pagati – ”I sacramenti non sono pagati in nessun modo. Le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessita’ materiali della Chiesa”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, commentando le parole di oggi di Papa Francesco sulla vicenda dei sacramenti.

Successviamente il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Domenico Pompili ha precisato che le parole del cardinal Bagnasco intendono ribadire “la persuasione espressa dal Papa a Santa Marta circa il fatto che non si fa commercio delle cose sacre“.

fonte. ANSA