Addio Presidio Slow Food per il pane nero di Castelvetrano. Dal 1° luglio il prestigioso riconoscimento è sospeso e non si potrà utilizzare. L’amara notizia è contenuta in una lettera della Fondazione Slow Food per la biodiversità, che porta la firma di Piero Sardo, fatta pervenire all’unico titolare del marchio, il panificatore Tommaso Rizzo.

Sipario, dunque, sulla vicenda del Presidio Slow Food che negli anni ha fatto dibattere panificatori, lo stesso Rizzo (che ne deteneva il Presidio) senza mai arrivare a un accordo. La Fondazione Slow Food, valutando caso per caso nell’ambito di un progetto di rilancio dei Presidi dopo il congresso di Chengdu (Cina), si è trovata, a sospendere il marchio per il pane nero. E perché? «Perché il Presidio vede da anni la presenza di un solo produttore – spiegano nella lettera – il disciplinare di produzione non è adeguato agli sviluppi territoriali in tema di grani tradizionali, il cui impiego è necessario recuperare».

Ma Slow Food spiega pure che «al momento le quote di affiliazione per l’utilizzo del logo richieste negli ultimi tre anni (che ammontano a 1.050 euro) non sono state versate». L’avrebbe dovuto fare Tommaso Rizzo (l’unico panificatore titolare del Presidio) ma non l’ha fatto? Intanto Slow Food dal 1° luglio ha sospeso l’utilizzo del marchio, chiarendo che «la riapertura del Presidio verrà rivalutata nei prossimi mesi, dopo aver fatto tutti gli incontri e le verifiche sui punti». Criticità e quote non pagate a discapito di un marchio che rappresenta un valore aggiunto per il pane nero di Castelvetrano sia in termini economici che di promozione agganciata ai canali Slow Food.

Tommaso Rizzo

Pane Nero di Castelvetrano