Il Consiglio comunale di Castelvetrano ha approvato – all’unanimità – un documento di preoccupazione, e nello stesso tempo di interesse, per la nuova rete sanitaria provinciale che vede un declassamento dell’ospedale di Castelvetrano. Qui di seguito il testo completo dell’atto approvato.

Il Consiglio Comunale di Castelvetrano, in merito alla rete ospedaliera, approvata dall’attuale Governo regionale, e relativo atto aziendale del 24/09/2019, intende farsi interprete istituzionale delle preoccupazioni espresse da più parti sulla riduzione dei posti letto, del numero di strutture complesse e conseguente riduzione del numero dei direttori, con inevitabile abbassamento del livello qualitativo dell’offerta sanitaria, che sta colpendo il Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. Una c.d. “declassificazione” che colpisce l’offerta sanitaria di un intero territorio, il territorio della Valle del Belice, in cui insistono i Comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Santa Ninfa, Poggioreale, Salaparuta, Gibellina, Montevago, Santa Margherita Belice, Menfi ed altri, con una utenza di circa 100.000 abitanti che aumentano esponenzialmente nel periodo estivo.

Pur nella consapevolezza che l’emanazione del DM 70/2015 (c.d. Legge Balduzzi) ha imposto un nuovo metodo di programmazione dell’assistenza ospedaliera nella riclassificazione della tipologia dei presidi ospedalieri e nella metodologia di calcolo delle dotazione dei posti letto, tuttavia è innegabile che una interpretazione restrittiva del DM 70/2015 non appare conducente per garantire omogeneità e continuità assistenziale e per supportare le richieste del territorio che necessita della presenza di strutture complesse anche se non previste nella normale classificazione del presidio ospedaliero cui le stesse afferiscono.
Pertanto, maggiore attenzione sarebbe stata indispensabile per tutti quei presidi ospedalieri, tra cui quello di Castelvetrano, che mostrano particolari criticità e peculiarità legate ai bacini di popolazione, alle caratteristiche orografiche del territorio e alla viabilità, ai volumi di attività e al fabbisogno espresso dal territorio. A ciò si aggiunga, per quanto attiene il P.O. “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano, che il nosocomio è una struttura ancora nuova, costruita con i moderni criteri di offerta sanitaria, con un eliporto abilitato alla operatività notturna (importante risorsa strutturale per una efficace risposta sanitaria in situazioni di emergenza/urgenza). A ciò si aggiunga la preoccupazione che lo spostamento di interi reparti verso altri nosocomi (come ad esempio il reparto di terapia intensiva e rianimazione ed il reparto di oncologia) possa comportare un rischio di mancata attuazione del piano sanitario se non addirittura un dispendio di denaro pubblico inutile ed ingiustificato.

Per tali considerazioni il Consiglio Comunale di Castelvetrano ritiene ancora oggi imprescindibile, pur in presenza dell’atto aziendale attuativo delle rete ospedaliera, ripensare e rivedere tale strumento di pianificazione territoriale regionale, attraverso una modifica della rete ospedaliera attualmente vigente che tenga conto delle osservazioni sopra rappresentate, nel rispetto dei vincoli legislativi della legge quadro ma con l’assunzione di una responsabilità politica che non penalizzi un intero territorio o quanto meno riproponga quanto previsto nella precedente rete ospedaliera. Non di meno occorre ancora ricordare che il P.O. di Castelvetrano si trova al centro della Valle del Belice, progettato e costruito per servire un vasto territorio ad alto rischio sismico, classificato come zona sismica di II grado, per cui appare quanto meno inopportuno che un piano di riordino territoriale sanitario colpisca deliberatamente questo territorio ed un presidio sanitario che potrebbe essere indispensabile nella nefasta ipotesi di altro disastro sismico come quello che ha colpito le nostre comunità nel 1968. Per tali ragioni, il Consiglio Comunale di Castelvetrano ritiene indispensabile, allo stato attuale, procedere ad una deroga della Legge Balduzzi per il mantenimento degli attuali standard sanitari sul territorio quanto meno soprassedendo, in attesa di altro intervento legislativo, dal trasferimento di reparti e/o dalla declassificazione delle strutture sanitarie attualmente presenti.