Essepiauto

“Non possiamo che rinnovare il nostro grido d’allarme per il nostro Ospedale che, nonostante la nostra formale richiesta all’assessorato regionale alla sanità di molti mesi orsono, continua a chiamarsi Vittorio Emanuele anzicchè intestarsi più opportunamente come Ospedale Valle del Belice. Non si vuol tenere conto delle oltre 9.000 firme raccolte dal nostro Comitato Civico Orgoglio Castelvetranese e depositate all’assessore Razza. Insopportabile la sorda arroganza del potere di chi deve rispondere ai cittadini di tale ingiustificata supponenza nell’amministrazione della cosa pubblica.
Nonostante la lunga e intensa battaglia che il nostro Comitato civico si è intestata per la tutela del diritto costituzionale alla salute di ben oltre centomila abitanti della Valle del Belice, abbiamo notizie che la macchina del declassamento e della depredazione si è già messa in movimento e ciò nonostante le timide rassicurazioni di un atto aziendale che dovrebbe preservare i nostri reparti dal materiale trasferimento ai vari nuovi DEA che, da autentici avvoltoi, divoreranno il nostro ospedale utilizzandolo da moribonda carcassa.
Non bastano le parole per rappresentare lo scoramento e la mortificazione dell’oramai certo trasferimento del reparto di rianimazione (terapia intensiva collegata con la dialisi e in grado di trattare pazienti infetti) a cui nel 2013 erano stati destinati oltre 3 milioni di euro pubblici, per non parlare del trasferimento del reparto di oncologia (mortificando le nostre recenti donazioni) mediante l’abbandono della sala bianca asettica costata tanti soldi pubblici e di quello di anatomia-patologica.
Analoga sorte toccherà ad altri reparti compresa la ginecologia per cui non nascerà più nessuno nella nostra cittadina che quindi sarà destinata a essere definitivamente debellata secondo abbietta strategia preordinata poiché, avendo dato i natali al latitante mafioso, non merita di darne ad altri cittadini per bene.
Diventa reparto semplice l’ortopedia e tanti altri reparti che non avranno più il senso dell’efficienza in una scatola svuotata e abbandonata che però è costata ben 75 miliardi delle vecchie lire e che doveva servire a risarcire e proteggere i cittadini colpiti dal sisma del 1968.
Ciò che più disgusta è la strafottenza di tanti politici trasversalmente distribuiti fra vari schieramenti che, in mancanza del contrasto di alcun inesistente politico castelvetranese, hanno compiuto un vero misfatto ai danni del nostro territorio belicino per favorire altro territorio vicino.

In mancanza di un vero e proprio tumulto di piazza che potrebbe fare la differenza nella lotta a difesa del nostro ospedale, il nostro Comitato civico, dopo la raccolta firme, i cortei, le desertiche assemblee cittadine, la convocazione di un nostro rappresentante in commissione regionale, le urla di allarme a Radio Radicale e gli articoli sulla stampa qualificata (Medicina 33 e Sicilia Opinione), ritiene di concludere il proprio impegno di quasi un anno di protesta, presentando un ricorso gerarchico avverso il piano territoriale sanitario regionale dell’assessore Razza che ha redatto il nostro legale di fiducia Avv. Giovanni Lentini in forma del tutto gratuita e per il cui contributo unificato da versare all’erario hanno contribuito gli associati del Comitato Orgoglio Castelvetranese con una quota economica straordinaria che hanno versato anche cittadini comuni e medici e operatori ospedalieri.
Questo è ciò che il Comitato offre alla propria città e che consegnerà in copia al sindaco Enzo Alfano chiedendo che una delegazione chieda di essere ricevuta dal Direttore Generale dell’ASP di Trapani per affrontare gli argomenti allarmistici che conosciamo.
Per il resto, sarebbe assolutamente e categoricamente necessaria una mobilitazione dei cittadini di Castelvetrano, Santa Ninfa, Campobello, Partanna, Gibellina, Salaparuta, Montevago, Poggioreale, Salemi e alzare le barricate a difesa del nostro mortificato diritto alla salute, ma su questo il nostro Comitato è rimasto più volte deluso e lasciato solo e quindi non potremo che fare un ulteriore disperato appello a difesa del nostro ospedale della Valle del Belice, sperando in una corale alzata di scudi.”
Franco Messina, Vice Presidente del Comitato Civico Orgoglio Castelvetranese.