Vi vogliamo oggi descrivere il percorso travagliato degli utenti per arrivare al nostro ospedale Vitt. Emanuele II di Castelvetrano. Una vera Via Crucis.

Necessario puntualizzare che il nostro nosocomio non appartiene solo ai cittadini castelvetranesi, ma ad esso accedono tutti i cittadini del Belice. Le difficoltà iniziano arrivando da ogni entrata del paese, non esiste infatti un percorso indicato, continuo, per arrivare facilmente alla struttura.

ospedale castelvetranoUn cartello in verità c’è, e si trova al semaforo della via Marinella ma, chiunque arrivato in quel punto si rende conto da sé che è giunto in ospedale vedendo l’ imponente struttura di specchio. Entrando poi, il problema si trasforma, in maniera irrisolvibile dopo un paio di inutili giri nel posteggio.

“Dove metto la macchina?” i posteggi sono gravemente insufficienti, lo sono sempre stati. Sarebbero insufficienti anche solo per il personale. Da questa domanda, dove posteggiare, ognuno reagisce secondo il proprio senso civico. Chi fa scendere il familiare e va fuori a cercare posto, chi arbitrariamente occupa i posti riservati agli invalidi e chi arrogantemente posteggia bloccando sia le auto posteggiate sia le vie di accesso, scale e scivolo.

I disabili in carrozzina ogni giorno non hanno la possibilità così di accedere in ospedale, vedendosi violato il diritto di accesso alla cura da parte di un cittadino incivile. E chi aveva deciso di cercare posto fuori? Ebbene, essi rischiano di essere investiti mentre si accingono ad andare in ospedale. Nonostante le molteplici segnalazioni, l’ insufficiente segnaletica nei pressi del nosocomio rende pericoloso l’ accesso. Riusciti tutti ad arrivare nella struttura, chi deve rivolgersi al CUP Centro Unico Prenotazioni, si trova in una lunga ed interminabile fila.

A peggiorare la situazione nelle ultime settimane, le direttive dei vvff dopo un sopralluogo per la sicurezza degli ambienti. Per garantire le vie di fuga, sono state rimosse le sedie che erano posizionate davanti lo schermo. Ad oggi, ancora si attende che lo schermo raggiunga le sedie spostate nel frattempo nella hall d’ entrata.

12 i posti disponibili per sedersi, probabilmente bastevoli per gli addetti ai lavori, spesso sono insufficienti per tutti i pazienti invalidi, anziani, malati e donne in gravidanza presenti al CUP. Noi del TDM suggeriamo a tal riguardo, che uno sportello venga dedicato agli over 75, invalidi e donne in gravidanza. Le lamentele, le aggressioni verbali presso il nostro ufficio sono all’ ordine del giorno, l’ utenza è giustamente stanca ed esasperata.

Un altro problema che ci vengono a segnalare fra rabbia e disperazione è quello di alcune liste di prenotazione sanitarie che vengono ” chiuse” o ” bloccate” per qualche mese e quindi impossibile per l’ utente accedere alla presentazione.

Noi del TDM stiamo attenzionando tali segnalazioni e liste, perché in riferimento alla legge nazionale n’ 266/2005 chiudere o bloccare le liste di prenotazione risulta una pratica vietata. I cittadini infatti hanno diritto ad avere eseguita la prenotazione, se questo non fosse possibile a causa delle lunghe liste di attesa, gli stessi hanno diritto ad avere la prestazione presso una struttura convenzionata o averla autorizzata in libera professione a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Ci vogliamo fermare qui, perché il percorso dei nostri pazienti, faticoso e doloroso prosegue poi per vie ancora più lunghe e difficoltose. La domanda che ci poniamo inevitabilmente è, ma la società e le istituzioni, in quale posizione per i diritti umani e diritti alla cura mettono gli ammalati?

Serena Navetta TDM Castelvetrano