Vedi, una statua gli devono fare… una statua… una statua allo zio Ciccio che vale. Padre Pio ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto… Quelli sono i Santi “diceva uno dei mafiosi fermati nella recente operazione,denominata “Anno Zero “, riferendosi sia a Matteo Messina Denaro colui che si vantava nel dire: “«Con le persone che ho ammazzato potrei riempirci un cimitero” sia al padre Francesco che commissionò l’omicidio di Mauro Rostagno.

 Suscita orrore il legame tra mafia e sinceri culti religiosi popolari trasferiti nella santificazione e nella eroicizzazione di incalliti criminali.   Così come sgomentano le parole: “Allora ha sciolto a quello nell’acido, non ha fatto bene? Ha fatto bene” riferendosi al piccolo Giuseppe Di Matteo, prigioniero dei corleonesi per 779 giorni, trucidato e poi sciolto nell’acido, la cui colpa è stata quella di essere figlio di un padre che aveva deciso di “parlare”.

Alla luce di questi vecchi e nuovi arresti e delle intercettazioni non possiamo non pensare alla protervia della rete di protezione che sostiene la latitanza di Matteo Messina Denaro e al forte radicamento della mafia in provincia di Trapani, una mafia spietata, violenta che convive con gli insospettabili, che si insinua nei Consigli comunali, che fa affari, che si sostituisce ai santi e decreta la morte di bambini, donne, giornalisti e magistrati scomodi.

Comunicato Stampa – La Sinistra per Castelvetrano