Il reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano è dotato anche della stanza d’isolamento e pressione negativa, ma solo ed esclusivamente a uso delle persone intubate. Il reparto del nosocomio castelvetranese è l’unico, nelle province di Agrigento e Trapani, ad avere un posto letto riservato ai casi ad altissimo rischio trasmissione infettiva. L’accesso – come già chiarito – è, però, consentito solamente a chi è intubato e in condizione di prognosi riservata e non, certamente, a chi ha contratto un virus ma è autonomo negli atti della vita quotidiana.

In questo momento critico per la questione del Coronavirus (sono due, al momento, i casi accertamenti in Italia) e per il futuro ridimensionamento dell’ospedale di Castelvetrano (così come prevede il decreto dell’assessore Ruggero Razza), il comitato “Orgoglio castelvetranese” ha ribadito l’importanza del reparto di Rianimazione e del posto letto dedicato alle persone con altissimo rischio di trasmissione infettiva: «Sino a tutt’oggi la stanza si è rivelata fondamentale per l’utenza dell’intero territorio belicino per far fronte ai casi di sospetta Tbc e a quelli di meningoencefalite, ma soprattutto per quelli da virus H1N1» spiegano in una nota. Per il comitato, «questa realtà di eccellenza sanitaria unica nella provincia non può essere “scippata” dall’ospedale di Castelvetrano, secondo il Piano di riordino».

Per il comitato la nuova rete ospedaliera non tiene conto neanche della “camera bianca” di cui è dotata l’Unità di oncologia. «Questa è necessaria per la preparazione dei farmaci oncologici (chemioterapia) la cui realizzazione ha richiesto una spesa rilevante».