operazione-edenRimane in libertà, l’imprenditore Giovanni Filardo. Il Tribunale della Libertà di Palermo, respinge il ricorso della Procura del capoluogo presentato per il cugino del boss Matteo Messina Denaro.

A carico di Filardo, il reato di intestazione fittizia di quote e nomina dell’amministratore, con l’aggravante di aver aiutato economicamente la cosca mafiosa di Castelvetrano. E’ l’avvocato Roberto Mangano, difensore dell’imprenditore castelvetranese, insieme a Vito Signorello e Nino Calevca a dare la notizia .

”Il Tribunale- ha dichiarato Mangano- ha respinto il ricorso presentato dai magistrati dopo che lo stesso Tribunale della Liberta aveva già annullato, mesi fa il provvedimento a carico di Filardo”. Dopo l’arresto dell’intero nucleo familiare di Giovanni Filardo, (anche la moglie e le figlie) il Tribunale del Riesame aveva accolto le richieste dei difensori della famiglia revocando il provvedimento cautelare, scaturito nel corso dell’operazione “EDEN”.

Dunque, Giovanni Filardo a cui è stato sequestrato il patrimonio personale , con tutte le aziende collegate alla sua attività imprenditoriale, non avrebbe ad horas pendenze tali da poterne giustificare l’arresto.

Ma i guai giudiziari per Filardo non sono finiti. La Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, ha chiesto al Tribunale di Trapani, l’applicazione di misure di prevenzione personale, come soggetti socialmente pericolosi per Floriana e Valentina Filardo e Francesca Barresi , rispettivamente figlie e moglie dell’imprenditore. La misura se applicata, prevede l’obbligo di soggiorno e di firma ,il ritiro della patente e altre limitazioni personali.

Stranamente, per Giovanni Filardo la Procura distrettuale, non ha chiesto le stesse misure di prevenzione. Il cugino del boss, cognato di Lorenzo Cimarosa, era finito in carcere anche nell’ operazione Golem 2. Dopo 4 anni di detenzione, veniva assolto per non aver commesso il fatto.