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Il Tribunale del riesame di Palermo ha annullato due ordinanze di sequestro emesse dal gip per due altrettanti attività commerciali che riguardano due indagati nell’ambito dell’operazione antimafia «MafiaBet».

Il Tribunale, presieduto dal giudice Emilio Alparone, ha annullato il sequestro dell’attività commerciale del campobellese Calogero Pizzolato, un bar in via Vittorio Emanuele II a Campobello di Mazara. Pizzolato è accusato di intestazione fittizia di beni. L’istanza è stata presentata dai legali Rosalba Di Gregorio e Mariella Gulotta che hanno presentato al Riesame prove documentali che attestano l’acquisto con fondi propri dell’attività.

Per le motivazioni il Tribunale del Riesame si è riservato alcuni giorni. Il Riesame ha, altresì, annullato l’ordinanza di sequestro nei confronti di un’azienda del mazarese Antonino Tumbiolo, accusato, anche lui, di intestazione fittizia, perché ritenuto il prestanome di Luppino. L’azienda finita sotto sequestro e ora dissequestrata è la ditta individuale dello stesso Tumbiolo, il cui provvedimento di sequestro è stato dapprima convalidato dal gip del Tribunale di Marsala, poi dal collega di Palermo, Walter Turturici.

Il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza dell’avvocato Salvatore Ferrante che ha chiarito come l’azienda non fosse riconducibile al Luppino. Secondo la tesi difensiva il tutto sarebbe nato da un equivoco: Luppino aveva un immobile che voleva adibire a centro per immigrati. Ma per fare ciò era necessaria una linea di trasporto extra-urbano tra i Comuni di Salaparuta e Campobello di Mazara. Luppino, sempre secondo l’avvocato Ferrante, ha semplicemente chiesto a Tumbiolo se fosse interessato ad attivare quella linea di trasporto. Secondo l’accusa, invece, il Luppino sarebbe stato il proprietario occulto dell’azienda, perché Tumbiolo si era anche interessato dell’acquisto di un mezzo, che però doveva essere intestato direttamente a una azienda di proprietà di Luppino. Nell’ambito dell’operazione «MafiaBet» sono finiti in carcere John Luppino, lo zio Mario Giorgi e Francesco Catalanotto. Contestualmente agli arresti sono state poste sotto sequestro alcune attività commerciali, compresa l’agenzia di scommesse online di via Roma a Campobello e la rivendita di tabacchi, sempre a Campobello, intestata alla moglie del Luppino.