È stato interrogato per due ore e mezzo e ha risposto a tutte le domande l’ex Rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, attuale Assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale. Nell’inchiesta “Artemisia” Lagalla è accusato di essersi interessato per la concessione di una borsa di studio post laurea a Miriam Orlando, figlia di Rosario, il medico amico dell’ex deputato Giovanni Lo Sciuto e responsabile del Centro medico legale dell’Inps sino al maggio 2016.

Lagalla si è presentato in Procura a Trapani ieri mattina, assistito dall’avvocato Lillo Fiorello: «Il mio assistito ha risposto serenamente a tutte le domande poste dai pubblici ministeri – ha ribadito il legale – chiarendo di non ricordare nessuna segnalazione in merito. Soltanto dopo aver avuto modo di conoscere più approfonditamente la procedura per la quale viene accusato, Lagalla ha chiarito che l’assegnazione della borsa di studio alla signora Orlando è avvenuta per il normale scorrimento della graduatoria». Il legale ha precisato altresì che Lagalla ha chiarito la circostanza che «la laureata compariva in graduatoria in exequo con un’altra persona e che le borse di studio sono state assegnate e alcune sono rimaste, altresì, non coperte». Il fatto per il quale Lagalla viene accusato di abuso d’ufficio risale all’aprile 2015.

Per l’accusa l’ex Rettore, invece, nella fase di assegnazione dei posti rimasti vacanti, a seguito della chiusura della graduatoria, esercitando il proprio potere discrezionale in totale spregio delle norme amministrative in materia di concorsi pubblici, sarebbe intervenuto sulla graduatoria così da farvi rientrare la figlia di Orlando (prima degli esclusi), facendole così assegnare la borsa di studio di 6.000 euro per gli anni 2015 e 2016.

«Il mio assistito ha chiarito ai pubblici ministeri anche i rapporti intrattenuti con l’ex deputato Lo Sciuto, persona che ha incontrato poche volte e per ragioni istituzionali» ha ribadito l’avvocato Fiorello. Secondo quanto hanno intercettato i carabinieri l’ex deputato Lo Sciuto si vantava dei numerosi contatti all’interno delle istituzioni. E l’interessamento nel contattare l’ex Rettore per la questione riguardante la figlia dell’amico Rosario Orlando la confida anche al poliziotto Salvatore Passanante nel marzo 2015, dopo una cena in un ristorante di Castelvetrano alla presenza del medico Orlando.

In macchina parlano Lo Sciuto e Passanante. «Mi ha dato la carta di sua figlia, ora vado da Lagalla con la speranza che gliela sistemo, me la gioco tutta, che devo fare» dice l’ex deputato al poliziotto. Passanante: «Che per borsa di studio, Giovanni?», «borsa di studio, di sei mila euro, vediamo se ci riusciamo…» risponde Lo Sciuto. Passanante chiede: «Sua figlia è laureata…», l’ex deputato risponde di sì e aggiunge: «Hai capito Salvatore? E noi abbiamo la strada aperta».