L’intervento del presidente della Commissione antimafia Nicola Morra nell’inchiesta “Artemisia”, aperta dalla Procura di Trapani, non piace alla Camera penale di Palermo. Morra, commentando l’incompetenza territoriale della magistratura di Trapani, rilevata dal tribunale del riesame di Palermo, ha sostenuto che la questione si potrebbe “recuperare al più presto” e che “la procura non può certo rimanere inerte”.

“Una illegittima e indebita invasione di campo – la bolla in una nota il sindacato delle toghe palermitane, presieduto da Fabio Ferrara -. I provvedimenti giurisdizionali, quando non si condividono, si impugnano secondo le regole previste dal codice di rito. Ogni ulteriore attività tendente a orientare un qualsiasi procedimento giurisdizionale – conclude il comunicato dei penalisti – si pone in netto contrasto con la cultura della giurisdizione e con i principi dello Stato di diritto”.

L’inchiesta Artemisia ipotizza una serie di corruzioni e di interventi indebiti di un gruppo di pressione, formato da massoni, in alcune vicende come la concessione di pensioni di invalidità da parte dell’Inps. Il reato più grave sarebbe però un peculato commesso a Palermo: da qui l’incompetenza dichiarata dal riesame, che sta rimettendo in libertà, una dietro l’altra, le 27 persone sottoposte a misure cautelari.

fonte. AGI