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«La richiesta di incidente probatorio nasceva dall’impossibilità di stabilire se al momento della commissione del fatto il Favara fosse consapevole di cosa stesse facendo, atteso che le patologie di cui soffre non escludono degli stati transitori anche gravi di natura psicologica». Lo dice l’avvocato Margherita Barraco, difensore di Ernesto Favara, l’uomo che la vigilia di Natale ha ucciso la moglie Maria Amatuzzo nella loro casa di Marinella di Selinunte la vigilia di Natale. Il legale per il Favara ha presentato richiesta di incidente probatorio che il gip del Tribunale di Marsala ha rigettato. L’avvocato Barraco ha chiesto una perizia psichiatrica per «conoscere i fattori esterni e interni che hanno determinato e dato vita al fatto incontestabile nel suo verificarsi». Per il legale «la condizione dell’indagato al momento dell’evento può essere stabilita in modo certo e incontrovertibile solo ed esclusivamente da un medico che abbia gli strumenti e le competenze».

Favara nel primo interrogatorio, la sera stessa dell’uccisione della moglie, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Poi nell’interrogatorio davanti al gip, dopo alcuni giorni di detenzione, ha risposto alle domande.

Attualmente Favara viene trasferito, durante la settimana, in strutture sanitarie al di fuori del carcere per sottoporsi a dialisi, «senza che ciò risulti aver in qualche modo pregiudicato il suo stato di salute», scrive il gip nell’ordinanza di rigetto. La richiesta, nello specifico in ordine a un’ipotizzata incompatibilità del regime carcerario con le condizioni di salute del Favara, è stata ritenuta «prima ancora che infondata, del tutto inammissibile», scrive il gip.

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