Oggi è il due giugno. Non è un giorno qualsiasi: celebriamo la Festa della Repubblica, il giorno in cui gli italiani, con una scelta libera e coraggiosa, decisero di affidare il futuro del Paese alla libertà, alla democrazia, alla partecipazione, ai diritti fondamentali, al rispetto della dignità della persona e all’equilibrio tra i poteri dello Stato. Principi che, da ottant’anni a questa parte, hanno trovato e trovano fondamento e tutela nella nostra Costituzione e nella nostra Repubblica.
Quel 2 giugno 1946 segnò l’inizio di una nuova stagione della nostra storia. L’Italia, uscita da una guerra mondiale devastante e da una terribile dittatura, nonché dalle ferite più profonde che quei lutti avevano arrecato, trovò la forza di rialzarsi scegliendo la libertà, la responsabilità e la fiducia nelle istituzioni democratiche. Per la prima volta, non solo tantissimi cittadini italiani, ma anche quasi tredici milioni di donne italiane, furono chiamate a votare, e ventuno di loro entrarono nell’Assemblea Costituente, contribuendo a costruire le basi della nostra Repubblica.
Da allora in poi, ogni giorno, generazioni di italiani hanno custodito quella scelta, l’hanno difesa, rafforzata e trasmessa ai propri figli. Oggi quel testimone è nelle nostre mani. E anche io sento profondamente la responsabilità di quel passaggio epocale, come Ministro, come cittadino e anche come padre. Perché il dovere più grande che abbiamo è lasciare ai nostri giovani, ai nostri figli, un’Italia più sicura, più consapevole, ma soprattutto capace di restare fedele ai valori che ne hanno guidato il cammino fino ad oggi. Il messaggio che, come Ministero della Difesa, abbiamo scelto per questa ricorrenza, “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, racchiude il senso più autentico di questo anniversario. Dietro queste parole non c’è soltanto la storia delle istituzioni, ma quella di milioni di cittadini che hanno servito, in uniforme e non, il Paese con disciplina, sacrificio, umanità e senso del dovere.
Dietro di essi, c’è la storia di chi ha ricostruito il nostro Paese dalle macerie della guerra, di chi ha custodito la democrazia nei momenti più difficili, di chi, ogni giorno, ha messo il bene comune davanti all’interesse personale. Viviamo tempi complessi, difficili, in cui le democrazie, come la nostra, vengono chiamate a confrontarsi con nuove minacce e con equilibri internazionali sempre più instabili e pericolosi. Oggi, i confini da difendere non sono soltanto quelli geografici: sono quelli del cyberspazio, dello spazio, delle infrastrutture critiche, delle reti energetiche, delle tecnologie, delle fake news, da cui dipendono la nostra sicurezza e la nostra libertà. Oggi, per noi come per l’Italia, per un’intera Nazione, salvaguardare le istituzioni, la Repubblica, la democrazia, significa garantire e proteggere le nostre certezze: la libertà, lo Stato, la vita civile, la sicurezza.
Per questo abbiamo il dovere di costruire, come da anni stiamo facendo, in silenzio, senza clamori, ma con fiducia, una Difesa credibile, moderna e preparata, per garantire la pace e tutelare i cittadini. È questa la missione delle donne e degli uomini della Difesa, del personale militare e civile, che oggi desidero ringraziare con sincera riconoscenza per ciò che fanno ogni giorno. Per il servizio svolto in Patria e nei teatri internazionali. Per la professionalità, la dedizione e l’umanità con cui rappresentano l’Italia anche nei contesti più difficili. E voglio rivolgere, qui, un pensiero, anche alle loro famiglie, che condividono sacrifici, attese, distanze e preoccupazioni spesso silenziose.
È anche per questo che oggi il mio ‘grazie’ va, prima di tutto, a chi ha pagato il prezzo più alto per difendere la nostra libertà: ai Caduti, ai feriti, a chi porta ancora nel corpo e nell’anima i segni del servizio reso alla Nazione. A loro dobbiamo non soltanto memoria e gratitudine, ma la consapevolezza che la libertà e la pace non sono conquiste definitive. Sono beni preziosi, fragili, che vanno custoditi ogni giorno. La Difesa ha sostenuto le sicurezze che hanno garantito il cammino della Repubblica. Ne ha condiviso le ferite, le trasformazioni, le speranze. E continua a servire il Paese con lo stesso spirito: proteggere i cittadini, custodire i valori democratici, garantire alle future generazioni il diritto di vivere in un’Italia libera e sicura.
Ecco perché guardiamo al futuro con fiducia e con responsabilità. Perché, come ottant’anni fa i Padri Costituenti posero le basi per la nostra libertà e una vera, concreta, convivenza democratica, noi oggi stiamo ponendo le basi affinché i nostri figli possano godere degli stessi diritti e delle stesse libertà nel futuro. Perché solo il Paese che conosce la propria storia, che custodisce la propria identità nazionale e che crede nella forza della propria comunità è un Paese capace di affrontare le sfide del proprio tempo.
On. Guido Crosetto
Ministro della Difesa