E’ stato assolto in via definitiva, Gaetano Mercadante, l’ex rappresentante legale della società «Novamusa», che gestiva il servizio di biglietteria dei maggiori siti archeologici siciliani, che aveva avuto in concessione dalla Regione.

L’imprenditore  era stato infatti accusato, dalla Procura di Palermo, di essersi appropriato degli introiti della quota degli incassi dei biglietti dei siti regionali e dei Comuni di Calatafimi, Castelvetrano, Marsala, Siracusa, Taormina.

Con sentenza del 19 gennaio 2018 del Tribunale di Civitavecchia irrevocabile, Gaetano Mercadante è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.

Il procedimento penale durato cinque anni – nel corso del quale Gaetano Mercadante è stato assistito dagli avvocati Ettore Randazzo e Sergio Monaco prima, Grazia Volo e Valerio Spigarelli poi – è culminato con una sentenza che interviene a chiarire un contenzioso che si trascina da oltre 10 anni, suscitando grande clamore mediatico.

La Novamusa non avrebbe sottratto soldi pubblici dalle casse degli enti concessionari, ma la controversia verterebbe sulla esatta ripartizione dei corrispettivi in una logica privatistica e prevalentemente di natura contrattuale.

Secondo il Tribunale di Civitavecchia, infatti, deve essere esclusa “l’altruità dei denari indicati in rubrica, invero mera quota dei proventi individuata in concessione quale corrispettivo a carico della Novamusa”.

Il Collegio, rilevato al contrario che “plurimi paiono, invero, gli elementi che sorreggono la qualificazione in termini privatistici dell’obbligo di corresponsione della quota degli incassi dei biglietti d’ingresso”, “reputa che Mercadante vada assolto per insussistenza del fatto in ragione dell’erronea qualificazione in termini prettamente pubblicistici dell’obbligo di versamento incassi del servizio di biglietteria.

Per i giudici, quindi  risulta persuasiva la ricostruzione della vicenda concessoria pronunciata sul ricorso per regolamento di giurisdizione presentato dalla Novamusa nell’ambito del giudizio amministrativo…

La diversa interpretazione della vicenda si contrappone alle tesi sostenute dalla Procura della Corte dei conti per la Regione Siciliana, da cui sono scaturiti il processo penale e un altro di carattere contabile, sovrapponendosi ai contenziosi in sede amministrativa e civile con conseguenze tali da cancellare dal mercato il concessionario Novamusa e la figura del suo ex amministratore. Sui procedimenti della Corte dei conti pendono tuttora due ricorsi in Cassazione, da cui ci si attende definitiva chiarezza.