Da anni, sempre più, se ne parla: il granchio fantasma sta invadendo le nostre spiagge. E anche in questo momento di super affollamento per i nostri arenili, questo crostaceo fa sentire la sua presenza. La foto che pubblichiamo è stata scattata da una ragazza, ieri sera, sulla spiaggia di Tre Fontane. Col buio della notte – e nonostante le luci e i rumori provenienti dal lungomare – il granchio si aggira alla ricerca di cibo.

La sua presenza è da ricondurre alla «tropicalizzazione del Mediterraneo», ossia acqua calda e presenza di specie strane di pesci e crostacei. Il granchio fantasma di giorno scava buchi nella sabbia e poi, al tramonto, esce per cacciare, vivendo nella notte. Un granchio diverso dai normalissimi crostacei del Mediterraneo, pronti a nascondersi sotto la sabbia, nel giro di qualche secondo. Il granchio fantasma, invece, è in grado di mettere in scena tecniche di camuffamento davvero uniche, cambiando il proprio colore durante i diversi momenti della giornata. Al mattino appare più chiaro e luminoso mentre alla sera il colore vira sui toni del nero.

Alcuni esemplari di questa specie di crostaceo, già nel 1999 furono avvistati a Samperi e poi ad Avola, Torresalsa, Sciacca e anche Malta. Nel 2016, furono avvistati sul litorale di Menfi. Sino a qualche anno fa, in Sicilia, non si conosceva affatto questo tipo di crostaceo. Una specie presente lungo le coste atlantiche dell’Africa occidentale e nel Mar Mediterraneo, diffusa soprattutto nel bacino orientale, dove è ritenuta in espansione. Nei mari italiani la prima presenza accertata avvenne nel 1987 sulla spiaggia dei Conigli a Lampedusa: allora ne vennero trovati due esemplari.

«Il granchio fantasma non è una specie aliena. Era già presente in due aree del Mediterraneo e, negli ultimi anni, è stato avvistato in crescente numero anche in Sicilia» spiega Franco Andaloro, ecologo e direttore per la Sicilia della Stazione zoologica “Anton Dohrn” di Napoli, che sull’isola conta quattro sedi (Palermo, Messina, Milazzo e Siracusa). «Si nutre prevalentemente di animali spiaggiati – spiega ancora Andaloro – ma a Cipro, dove è stato studiato, l’aumento dei granchi in zone balneari-turistiche viene connesso proprio alla presenza di turisti che lasciano tracce di cibo, di cui poi si nutre». L’unico rischio di questo predatore è che va ghiotto di uova e piccole tartarughe. E, spesso, le spiagge dove vive sono le stesse che scelgono le Caretta-caretta per nidificare: «Ecco perché, nel caso in cui sono avvistati nidi di tartarughe, bisognerà vigilare 24 ore su 24» consiglia Andaloro.

Franco Andaloro.