sicilia-interrogativi“E’ davvero scandaloso – commenta Angelo Collodoro vice segretario generale del sindacato CMO – che Sicilia e servizi abbia il potere di prendere in ostaggio milioni di cittadini siciliani che non potranno prenotare visite mediche o scegliere il medico o il pediatra per i figli.

Il potere d’interrompere i servizi senza preavviso. Uno scandalo permesso dal governo regionale che ha dato questo potere alla società pubblica”.

Queste sono le parole di un sindacalista, congruenti all’indignazione dell’ex PM Ingroia, amministratore di Sicilia e servizi, all’interno di un collage in cui figura anche il “Non ho commesso alcun reato. Vicenda pirandelliana!” del presidente della regione Sicilia Crocetta.

Questo è il volto della Sicilia che, in questo fine Novembre, si consuma tra una matassa poco chiara che, fatto sta, impedisce a chi sta sotto di usufruire di servizi primari come le prenotazioni sanitarie e la gestione degli stipendi dei dipendenti, all’ennesimo obbrobrio autostradale, creato dal cedimento sulla Palermo – Sciacca.

Ancora una volta, davanti a storie come queste, ci si chiede se questa Sicilia, nel 2015, è realmente governata da qualcuno, se questo stato arriva ad avere coscienza del suo compito, della sua importanza come modello da seguire. Un’intera fascia di giovani, oggi più che mai, immerso nell’anestetico e luccicante limbo della superficie, non riceve un’adeguata educazione alla convivenza civile, al senso profondo di politica e fare politica.

È facile immaginare allora, il senso di incomprensione, di sfiducia e soprattutto di “resa prima di combattere”, che attanaglia la stragrande maggioranza dei miei coetanei, e di molta parte del sud Italia oserei dire. Non sembra quasi reale un modo di lavorare onesto ormai, riflesso di politica e burocrazia che non fanno altro che dare questa immagine di sé, dirigenti politici tra le nuvole, inconsapevoli di dare da sfamare a chi si nutre di pigrizia e di indolenza.

Basterebbe ri – apprendere il concetto di istituzione come modello, istituzione come prima forza in causa, istituzione come matrice di un apparato possibilmente franco e ed efficiente per tutti, dove tutti, corrispondendo al proprio dovere, possono contribuire al proprio e all’altrui rispetto come uomini. È semplice.

Leonardo Sciascia, in un’intervista rilasciava: “Molte delle cose complicate dei nostri giorni sono complicate in questo senso: nel senso della stupidità. Bisogna semplificare. Ci si arrovella tanto sul pensiero di certi uomini politici. Credo che ad un certo punto dovremmo fare la semplicistica operazione di dire che non pensano.”

Germano La Monaca