Per la prima volta nella storia che il recupero di una navicella dell’Agenzia europea ESA, viene recuperata in mare da una imbarcazione privata. La missione, compiuta in mezzo al pacifico, è stata effettuata con la nave “Nos Aries” comandata dal mazarese Roberto Asaro.

Tra i 14 uomini dell’equipaggio anche il secondo ufficiale di Coperta, Francesco de Vita e Carlo Frazzitta di Marsala. A terra, collaborare e sovrintendere le operazioni, un altro marsalese: Giacomo Catalano. A fine marzo la Nos Aries arriverà a destinazione con la navicella a borso.

fonte foto. ESA

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L’11 febbraio scorso, la navicella è stata lanciata, dal centro di Kourou nella Guyana francese. Dopo un volo di un’ora e 40 minuti è arrivata nelle vicinanze della nave Nos Aries che la stava attendendo. La squadra di esperti ufficiali messi in mare hanno legato la navicella l’hanno agganciata al bigo di carico e poi l’hanno deposta sull’apposita culla di coperta. Sia il comandante Roberto Giacalone che il secondo ufficiale Francesco de Vita con grande professionalità hanno svolto alla perfezione la difficile missione mantenendo la calma e gestendo la tensione.

La nave Nos Aries che ha intrapreso un tragitto di ben 16 mila miglia nell’arco di tre mesi ha attraversato due oceani. Il mega rimorchiatore, ha recuperato la navicella spaziale Intermediate Experimental Vechicle di ritorno da una inedita, ambiziosa missione tutta ti stampo europeo e italiano sotto l’egida dell’Agenzia Spaziale.

Dopo l’avvenuto recupero in mare, la nave riporterà il velivolo spaziale a Genova per gli ulteriori studi.

tratto da un articolo di Mariella Quinci per GdS
fonte foto. ESA