Pubblichiamo di seguito la lettera aperta di Serena Navetta ai Commissari Straordinari di Castelvetrano: Dott. Caccamo, Dott.ssa Musca, Dott.ssa Borbone.

Illustrissima Commissione Straordinaria,
Il mio dovere morale mi impone di indirizzarvi una seconda lettera aperta.

Giorno 31 maggio è andata in onda su Rai 1 un’ intervista del Commissario Straordinario Dott. Caccamo sulla situazione di Castelvetrano ad un anno dall’ insediamento della Commissione. Parole dette, che mi hanno ferita profondamente come cittadina non collusa, come madre di due cittadini non mafiosi, e come rappresentate di un’ importante associazione, simbolo di legalità e giustizia nell’ ambito sanitario. Parole dette le sue, che mi hanno indignata e come me tutti i cittadini onesti di Castelvetrano, circa 32.000 dovremmo essere oramai.

Qualche settimana fa io e lei Dott. Caccamo, ci siamo incontrati in un convegno, dove le avevo dimostrato supporto. Convegno fra i tanti organizzati dalle Istituzioni ed Associazioni locali, con Dirigenti ed insegnanti non mafiosi e dalla gente per bene. Ho avuto sempre l’ impressione che sia lei, che la Dott.ssa Borbone che la Dott.ssa Musca siate sempre stati ben accolti e trattati con il massimo rispetto, sia come persone che come Istituzioni, da tutti noi ed in ogni dove.

La città di Castelvetrano ha da subito accettato il vostro arrivo positivamente un anno fa, certo avremmo preferito le elezioni ed un Sindaco, chi preferirebbe un commissariamento ad un’amministrazione… ma eravamo comunque speranzosi su voi, per un cambiamento ed un nuovo percorso di legalità.

Da subito le Associazioni, i Club Service ed i partiti politici, presenti sul territorio, vi hanno dimostrato supporto, collaborazione e disponibilità su tutto, consigli… idee… e volontariato.
Disponibilità spesso ignorate dalla Commissione, essa stessa ha voluto mantenere distanza dai cittadini e diffidenza dagli onesti cittadini. A Castelvetrano è innegabile la presenza di mafiosi e collusi, prova ne sono gli arresti numerosi e periodici, che sconvolgono i cittadini onesti oltre che a voi.
Ma della parte onesta di Castelvetrano cosa ne facciamo? Siamo troppi per sparire lasciando spazio solo alla mafia e tempo per potervi occupare solo di essa.

Noi ci siamo, a questo punto non capisco se sia un bene o un disturbo per le Istituzioni, occupate nella lotta contro la mafia. Noi cittadini dobbiamo riscattare la nostra identità e dignità davanti agli occhi del mondo. Noi siamo vittime della mafia, vittime del destino che ha fatto nascere Matteo Messina Denaro proprio in questo paese e vittime delle Istituzioni che fanno di un’ erba un fascio, Istituzioni chiamate a garantire la legalità ma che non garantiscono tutela e rispetto a chi nulla ha a che fare con I mafiosi. Esigiamo rispetto senza pregiudizio. Non c’ é ingiustizia più terribile da subire di un onesto indicato come delinquente davanti la collettività. Anche noi onesti cittadini condanniamo la mafia. Siamo contro la Mafia, ma cosa credete? Poveri sì ma mafiosi no.

Da che parte ci avete messo voi? Forse accanto ai mafiosi? E con quale motivazione? Io non faccio parte del tessuto sociale mafioso. Io sono onesta quanto voi. Nell’ intervista si evince preoccupazione per probabili minacce o comportamenti violenti da parte della cittadina, ma le posso assicurare che è più reale che noi onesti castelvetranesi ci schieriamo a vostra difesa davanti ogni tipo di violenza che il contrario. Non dovete avere timore di noi 32.000 alunni, insegnanti, casalinghe, artigiani, liberi professionisti, impiegati, e disoccupati non collusi e non mafiosi. Per un pugno di delinquenti non si può mettere sul patibolo un’ intera città davanti il giudizio di un’ intera Nazione. Quando un castelvetranese parte per lavoro, la parola Castelvetrano inizia a fare curriculum da evitare. Come cittadina mi chiedo a questo punto, se la Commissione Straordinaria ha il dovere di tutelare i cittadini onesti. La loro reputazione e la loro dignità già offesa dalla mafia e dalla corruzione, non va tutelata e riabilitata? Ad oggi siamo colpevoli senza aver commesso il fatto e senza diritto di difesa. Forse siete stati voi a non accettare noi.

Serena Navetta