[di Antonio Colaci] Il 2017 sarà certamente ricordato come uno degli anni peggiori nella storia della Città di Castelvetrano. Lo scioglimento del Consiglio Comunale, le mancate elezioni amministrative e tutte le conseguenze sociali ed economiche derivate da questi provvedimenti hanno penalizzato un’intera città per le colpevoli azioni di chi non ha saputo, negli ultimi decenni, evitarle tutto ciò.

Anche il commissariamento della pubblica amministrazione, sebbene rappresenti ancora l’unica speranza certa di cambiamento, è ben lungi dall’aver determinato traguardi palesemente percepibili. All’inizio del nuovo anno il primo problema per la cittadinanza appare quello della gestione dei rifiuti: da tempo grossi cumuli di spazzatura invadono ogni angolo della città e non si è ancora riusciti a determinare il rispetto delle più elementari norme del vivere civile imponendo la raccolta differenziata, cosa che ridurrebbe notevolmente le quantità di rifiuti da destinare alle discariche, spesso a loro volta intasate e difficilmente gestibili, in una regione come la Sicilia, molto poco virtuosa in termini di cura e rispetto per l’ambiente.

Un problema ancora più grave si profila all’orizzonte: a causa della cronica inefficienza nella esazione dei tributi si potrebbe determinare la possibilità che il Comune sia costretto a subire il dissesto finanziario.

A causa di tutto questo sarebbe stato naturale ci fosse poco da festeggiare a Natale 2017. Ed invece un buon numero di cittadini si sono dati da fare ed hanno combattuto una battaglia vinta sotto le insegne del “civismo” e del “bene comune”; contro una situazione che avrebbe condannato la città al buio dello sconforto generale e della rassegnazione hanno lavorato alacremente per assicurare a Castelvetrano ed alle sue contrade il più bel Natale che si ricordi, ricco di attività, luci e decori che consentono la percezione di uno stato di attesa e di speranza in un domani migliore.

Sulla facciata del “Massimo” di Palermo, uno dei più sontuosi teatri d’Europa, c’è un’iscrizione che dice: “L’Arte rinnova i Popoli e ne rivela la vita”. E di vera arte si può parlare relativamente a quanto è stato fatto da molti disinteressati ed appassionati volontari nel trattare il tema “Natale pro Castelvetrano, Selinunte e Triscina”, proposto all’intera comunità e svolto con passione dalla Pro Loco, dalla gran parte delle scuole e da alcune libere associazioni.

Una serie di eventi hanno caratterizzato tutto il periodo natalizio e destato la meraviglia e l’interesse di migliaia di visitatori, riportando la città ad essere meta privilegiata nel territorio del Belice per chi avesse voglia di assaporare pienamente l’atmosfera del Natale. Il recupero ad uno stato decoroso di Palazzo Quidera, datato 1660, ha permesso l’allestimento, in una cornice artisticamente superba, del presepe vivente, con circa 40 figuranti in costumi d’epoca.

Il Museo di Santa Klaus, il presepe meccanico, la mostra d’arte alla Collegiata di San Pietro, il mercatino di Natale, il Caffè Letterario, le luminarie per le vie del centro storico, la Sagra della ricotta a Selinunte. L’innovativo albero di Natale posto al centro del Sistema delle Piazze, definito dal Commissario Dott. Salvatore Caccamo “simbolo di rinascita”. Intorno ad esso, per iniziativa dei giovani gestori del Bar Zenobia, a Capodanno migliaia di giovani si sono riuniti per festeggiare il nuovo anno.

 

Tutte attività e manifestazioni che non hanno ricevuto alcun contributo pubblico ma alle quali hanno dato sostegno economico aziende private e cittadini castelvetranesi.

Come mai tutto questo in una città che la cronaca vorrebbe assediata dal fenomeno mafioso e dall’abusivismo? Pochi giorni addietro, alla presenza della Dottoressa Maria Rosaria Musca, anch’essa componente della triade dei Commissari che gestiscono la pubblica amministrazione, ha cercato di spiegarlo l’Avvocato Franco Messina (noto professionista di Castelvetrano) nel presentare il “Libro bianco” che, su sua iniziativa e con il sostegno di Club Service ed associazioni, riassume le attività prevalentemente culturali ma anche fattivamente sociali svolte nel cercare di dare lustro alla parte migliore della Città, quella che non si è mai rassegnata.

I più freschi ed intensi auguri per una vera ripresa che inizi dal 2018 sono arrivati a Castelvetrano da Loreta Gulotta, campionessa di scherma (anch’essa detta “nobile arte”) che rappresenta degnamente la sua città dall’alto dei podi conquistati in Europa e nel mondo: Loreta continua ad essere orgogliosa di essere nata a Castelvetrano e di avere mosso lì i suoi primi passi di una carriera sportiva che si sta rivelando brillantissima.

Resta molto da fare; a parere di tutti quanti ci vivono o la frequentano ci vorranno anni, forse decenni, per riportare Castelvetrano ad essere di nuovo la città che veniva considerata “La Piccola Palermo”, per le bellezze architettoniche del centro storico e per l’intensa attività imprenditoriale di cui era centro vitale.

Senza retorica, molti castelvetranesi auspicano che tutto quello che si è riusciti a realizzare per questo Natale, rappresenti un segno palese della forte e diffusa volontà di ripresa sociale ed economica.

Antonio Colaci