Progetto “RiPulisco la mia città”

Scopo dell’iniziativa

Uno dei più diffusi luoghi comuni che si sentono sui meridionali, e quindi sui Siciliani, afferma che essi avrebbero una naturale inclinazione a sporcare gli spazi urbani e le strade in genere, salvo poi mutare magicamente le proprie abitudini quando trasportati nel “più civile” Nord.   Noi rigettiamo tale pregiudizio e affermiamo che è solo una questione di attenzione della pubblica amministrazione nell’indirizzare i comportamenti dei cittadini.   Tradotto in altri termini, affermiamo che pulizia chiama pulizia e sporcizia chiama sporcizia e lo affermiamo sulla scorta di analoghe esperienze verificatesi altrove e che sono diventate casi paradigmatici.

Il progetto si propone di migliorare il decoro urbano aumentando la pulizia degli spazi pubblici con il parallelo risultato di dimostrare che il Castelvetranese sa essere pulito quanto e forse più del sedicente più “civile” settentrionale, se messo nelle stesse condizioni ambientali.

In cosa consiste

Il progetto consiste in due azioni parallele e concomitanti.

La prima azione riguarda l’individuazione di una prima area di intervento, nel caso specifico pensiamo all’area delimitata dal Corso Vittorio Emanuele, Via Milazzo, Via Mannone, Sistema delle Piazze nonché alla Via Ferrigno e  Viale Roma.   Dentro quell’area dovranno abbondare a dismisura i cestini per rifiuti che dovranno essere quotidianamente svuotati.   Inoltre dovrà essere curata con massima attenzione la pulizia da cartacce e quant’altro dovesse comunque trovarsi a terra.   Il Castelvetranese “distratto” si troverà circondato da una maniacale pulizia in tutta l’area in questione, sarà avvisato da cartelli appositi, sarà guidato dai soggetti attivi implicati e alla fine interiorizzerà, se necessario, l’abitudine al costante uso dei cestini.  Egli trasferirà tale abitudine interiorizzata ad ogni altra area urbana anche perché, poi, verranno nel tempo individuate dal Comune nuove zone di intervento fino alla completa copertura del territorio.

La seconda azione consiste in una ricerca di dati statistici poliennali sulle disponibilità finanziarie da potersi destinare alla pulizia ed al decoro urbano di cui dispongono due Comuni settentrionali paragonabili a Castelvetrano per dimensioni e popolazione.   Vorremmo capire se c’è disparità di trattamento nell’assegnare risorse tra un comune siciliano come Castelvetrano e due comuni settentrionali.   Sulla scorta delle risultanze di tale ricerca si potranno fare le opportune valutazioni anche in ordine alle eventuali richieste di riequilibrio  delle assegnazioni e ad una  battaglia di verità da contrapporre al becero pensiero di chi fa dell’antimeridionalismo motivo di lotta e sopravvivenza politica

Destinatari

Cittadini.

Soggetti attivi

Comune, quale soggetto deputato a coordinare e sensibilizzare i commercianti presenti nell’area di intervento e soggetto deputato ai controlli tramite apposito servizio del personale di Polizia Municipale di ronda.

Commercianti dell’area di intervento, ciascuno dei quali metterà a disposizione un cestino per cartacce davanti l’ingresso del proprio esercizio munito di apposito cartello di avviso per i passanti.   Inoltre si chiederà ad ognuno di essi di assicurare, nella prima fase di espletamento del progetto, la pulizia del marciapiede antistante il proprio negozio e il quotidiano smaltimento dei rifiuti raccolti nei cestini.

Ancora Comune per i contatti con i due Comuni campione del settentrione d’Italia a cui chiedere di fornire i dati statistici pluriennali sulle assegnazioni di fondi per decoro e pulizia urbana.

Beneficiari

Intera popolazione.

Costi e risorse necessarie

L’operazione è a costo trascurabile per il Comune nella prima fase da espletarsi nell’area indicata, vista l’alta densità di esercizi commerciali presenti.  Richiede, però, un notevole sforzo di coordinamento da parte dell’Amministrazione Comunale, nella persona dell’assessore competente.

Nelle fasi successive si dovrà affrontare il costo dell’acquisto dei cestini  e del loro svuotamento quotidiano a cura di personale appositamente individuato fra i dipendenti comunali o il personale dell’ A.T.O.

Tempi ed epoca di realizzazione

L’iniziativa può partire immediatamente e può essere proseguita nel tempo con l’allargamento progressivo dell’area di intervento fino alla completa copertura del territorio comunale.

Nota importante

L’iniziativa è un chiaro esempio di partecipazione collettiva per il bene comune.

 

Tutela della R.N.O. “Foce del Belice e dune limitrofe”

La riserva versa oggi in uno stato di totale abbandono.  Ci esimiamo qui dal segnalare quali siano  i rischi per la stessa riserva derivanti da tale situazione e, parallelamente, quali siano le potenzialità per il territorio che deriverebbero da una sua corretta tutela e gestione, perché riteniamo che l’Amministrazione Comunale ne sia già consapevole.

Vogliamo, invece, suggerire alcune azioni  che a nostro avviso il Comune deve subito intraprendere per sanare la situazione di attuale degrado e per avviare l’auspicato processo di valorizzazione dell’area.

Per farlo partiamo da alcune verità e dati di fatto incontrovertibili:

1)      Non esiste recinzione a protezione della riserva (zona A e zona B di riserva generale o preriserva), così come, invece, dettato dall’Art.17, Decreto 26/5/1988 per la convenzione di affidamento in gestione alla Provincia di Trapani

2)      All’interno dell’area abbondano i rifiuti

3)      Non esiste alcun controllo né per quanto riguarda l’accesso di persone, veicoli e animali domestici né per quanto riguarda il comportamento di bagnanti e visitatori

4)      Esiste un notevole interesse a fruire l’area da parte degli ospiti delle limitrofe strutture alberghiere le quali hanno ottenuto, di fatto senza dar nulla in cambio, dalla Provincia di Trapani  l’autorizzazione a posizionare ombrelloni e sdraio sulla spiaggia

5)      Il responsabile della gestione, in rappresentanza dell’Ente Provincia, dott. Fiorentino, in occasione del convegno tenutosi presso il Liceo Classico di Castelvetrano il 10/11/2012, convegno a cui era presente una rappresentanza di attivisti del M5S e davanti a decine di studenti e  spettatori,  ha affermato, tra l’altro, che non è vero che ci sono rifiuti nell’area di riserva se non, a suo dire sulle sole spiagge (cioè proprio nelle zone A) e che non è il caso di sanzionare chi vi si introduce in  violazione delle norme a tutela (citando a mo’ di esempio i ragazzi con motociclette) perché ci ritroveremmo il giorno dopo di fronte ad azioni di ritorsione, come incendi dolosi nell’area. Tali affermazioni sono di inaudita gravità sia perché palesemente false (esiste nella riserva, zona A e zona B, spazzatura ormai datata e stratificata) sia perché di fronte alle difficoltà di gestione che egli ha richiamato non ha prospettato (né, in passato, mai attuato) soluzioni alternative valide

Partendo da tali verità noi chiediamo che l’Amministrazione Comunale si faccia carico, presso il competente Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Servizio 4, in assenza del previsto piano di utilizzo di cui, per inciso, chiediamo l’immediata redazione,  di procedere/sollecitare:

  • La revoca del mandato gestionale alla provincia regionale di Trapani perché a nostro avviso si è dimostrata non all’altezza del suo attuale ruolo, cosa, tra l’altro, confermata dallo scioccante intervento dell’ispettore delle aree protette affidate in gestione alla Provincia nel corso del convegno del 10/11/2012, e dal fatto di aver autorizzato le strutture alberghiere all’uso delle spiagge senza nessuna REALE contropartita in termini di tutela e gestione dell’area
  • La sostituzione del dott. Fiorentino nell’incarico che attualmente ricopre perché palesemente non all’altezza
  • La rinegoziazione degli accordi con le strutture alberghiere interessate a portare i loro ospiti nella riserva.  I nuovi accordi dovranno almeno prevedere: la realizzazione della recinzione dell’area e della prescritta cartellonistica, la presenza di personale nei punti di accesso e la pulizia regolare della riserva con collocazione e regolare svuotamento di idonei contenitori per la raccolta dei rifiuti
  • La designazione di unità di personale munite di tesserino di riconoscimento che PATTUGLINO le spiagge nei momenti di presenza di bagnanti con la funzione di vigilare sul rispetto da parte degli stessi delle norme a tutela della riserva  e procedere, se necessario, ad identificarli e a sanzionarli

 

Chiediamo,  inoltre, che il Comune si attivi immediatamente per la redazione del prescritto piano di utilizzo da redigersi con la partecipazione e collaborazione di esperti del settore, associazioni ambientaliste e altre associazioni di cittadini portatrici di interessi diffusi. In tale piano di utilizzo chiediamo che sia espressamente prevista la possibilità di concedere agli operatori turistici la fruizione dell’area solo in cambio dell’assunzione da parte dei medesimi degli specifici obblighi che si sono qui sopra indicati.

L’intera azione è a costo trascurabile per il Comune

 

Operazione verità e giustizia storica

Il M5S di Castelvetrano si dissocia ufficialmente da ogni retorica filo savoiarda in quanto ritiene la Casa Savoia responsabile di innumerevoli ed inutili stragi perpetrate a danno di cittadini inermi ed innocenti.

A titolo di esempio non esaustivo si riporta il seguente elenco:

  • La strage di civili di Genova, sottoposta a saccheggi, bombardamenti e violenze da parte dei bersaglieri del generale La Marmora nel 1849 per piegare la Repubblica Genovese ed annetterla a forza al Regno di Sardegna
  • L’aggressione ad uno stato sovrano senza dichiarazione di guerra che passò alla storia come “impresa dei mille”
  • La brutale e sommaria esecuzione dei contadini di Bronte che pretendevano  la terra loro promessa con i proclami di Garibaldi in nome di Vittorio Emanuele II
  • La repressione violenta della resistenza filo borbonica e filo ecclesiale nel decennio successivo all’unificazione d’Italia, resistenza passata alla storia con il nome infamante di Brigantaggio  e durante la quale si ebbero, tra le altre, le stragi di civili, comprese donne e bambini, di Pontelandolfo e Casalduni e lo sterminio dei soldati borbonici fedeli al proprio re nel lager piemontese di Fenestrelle, antesignano  dei lager di sterminio dei nazisti
  • Le violenze inaudite ai danni della popolazione civile siciliana come rappresaglia e misura coercitiva per il rastrellamento dei giovani siciliani renitenti alla leva pluriennale frettolosamente reintrodotta in Sicilia da Vittorio Emanuele II, nel giugno 1861, dopo secoli di esenzione generale
  • La repressione violenta dei fasci siciliani, moto dei contadini (anche castelvetranesi) che chiedevano giustizia, come ricorda la lapide posta in Piazza Principe di Piemonte, repressione violenta che sotto il governo Crispi causò morti e feriti tra la gente che chiedeva pane e migliori condizioni di lavoro
  • Le violenze a carico dei civili nelle guerre coloniali in Eritrea, Somalia, Etiopia e Libia
  • La strage di soldati caduti nelle inutili guerre mondiali, caduti che furono prevalentemente meridionali e che furono mandati a morire nelle trincee venete e trentine, nelle pianure russe, nelle sabbie africane.

Chiediamo pertanto, come primo atto, che l’Amministrazione Comunale avvii immediatamente le procedure per reintitolare Piazza Principe di Piemonte, ove nel 1893 avvennero violenze contro i contadini castelvetranesi dei fasci in rivolta,  in “Piazza Vittime dei Fasci Siciliani”.  Questo perché l’attuale intitolazione ad un Savoia di un luogo che fu significativo teatro di quel moto popolare è offensiva per i contadini siciliani massacrati dai soldati che portavano le insegne di quella casa regnante.

L’operazione è a costo trascurabile per l’Amministrazione e serve per dare alla cittadinanza uno spunto di riflessione sulla sua dignità storica.

 

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Restiamo, quindi, in attesa delle sue iniziative, considerazioni e riscontri ribadendo ancora la nostra piena e completa disponibilità a dare ogni contributo ci venisse richiesto.

Castelvetrano, 28 novembre 2012

Movimento 5 Stelle Castelvetrano-Selinunte