Lo scorso 29 settembre, su un terreno confiscato alla mafia, era stato inaugurato il nuovo commissariato di Pubblica Sicurezza ed era stata conferita dal Sindaco, la cittadinanza onoraria al Capo della Polizia, Antonio Manganelli. Il Sindaco ha già dato disposizioni che in tutti gli uffici pubblici vengano poste le bandiere a mezz’asta per la giornata dei funerali.

antonio manganelli
antonio manganelli

Il capo della Polizia Antonio Manganelli è morto questa mattina. Nato ad Avellino 62 anni fa, era al vertice del Dipartimento di pubblica sicurezza dal 25 giugno 2007. Come capo della Polizia aveva preso il posto di Gianni De Gennaro di cui era stato il vice. Negli anni Ottanta quando prestava servizio al Nucleo Anticrimine della Polizia ha collaborato a lungo con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Manganelli è deceduto nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma dove era ricoverato da oltre tre settimane. Il 24 febbraio il capo della Polizia era stato operato d’urgenza per l’asportazione di un edema cerebrale.

Il cordoglio del Sindaco Felice Errante

Oggi è un giorno molto triste per il nostro paese che perde una figura di altissima competenza e professionalità come era il dr. Manganelli- afferma il Sindaco- ma soprattutto perde un uomo che con grande coraggio ha lottato contro un male che lo divorava giorno dopo giorno, ma non ha mai arretrato di un sol passo dedicandosi con passione ed impegno al suo lavoro.

Serberò con grande commozione tra i miei ricordi più cari l’emozione provata il giorno in cui accettò il conferimento della cittadinanza onoraria della nostra Castelvetrano, e le parole di grande stima che mi rivolse- continua Errante- nonostante fosse già provato dalla lunga malattia, non volle mancare all’inaugurazione del nuovo Commissariato ed alla consegna della targa con la cittadinanza onoraria, consapevole di come la sua presenza fosse un segnale molto importante per la nostra comunità.

CANCELLIERI: “ERA UN NUMERO UNO”

“Era un numero uno come poliziotto e per le sue qualità mortali”. Così parla il ministro dell’INterno Anna Maria Cancellieri del capo della Polizia Antonio Manganelli. “Addio carissimo – scrive il ministro nel suo messaggio di cordoglio – che la terra ti sia lieve”. “Conoscevo Antonio Manganelli da tempo e negli anni, da lontano, avevo avuto modo di apprezzare le sue qualità di uomo e di ottimo capo della Polizia. Ma i 16 mesi che abbiamo passato gomito a gomito, sullo stesso piano del Palazzo del Viminale, molto spesso con gli stessi problemi da risolvere mi consentono di dire che Antonio era molto di più e molto meglio”, prosegue il ministro Cancellieri. “Purtroppo questi 16 mesi fanno sì che il mio dolore sia ancora più forte e il vuoto ancora più grande.

E capisco quale possa essere il senso di sgomento che la sua perdita lascia in chi gli é stato vicino per una vita come la moglie Adriana e la figlia Emanuela – aggiunge – o in chi abbia avuto la fortuna di lavorare con lui anni e anni come i suoi collaboratori ai vertici della Polizia che voglio idealmente abbracciare”. “Antonio – dice il ministro chiamando affettuosamente per nome il capo della Polizia – é stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della Polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed é per questo che oggi dai suoi più stretti collaboratori fino all’ultimo agente tutti lo piangono con immenso dolore”.

Non solo per il fiuto da poliziotto – prosegue il ministro – non solo per la capacità di dirigere l’imponente macchina alla quale tutti i cittadini italiani affidano la propria sicurezza, non solo per la solida e democratica dedizione che ha saputo mettere al servizio dello Stato. Era un numero uno soprattutto per le qualità morali che erano parte integrante di tutte le cose che ha fatto”. “Ed é stato d’esempio per tutti noi – dice ancora il ministro – per il coraggio ,la forza e l’orgoglio con cui ha affrontato il lungo calvario della malattia che lo ha portato a lasciarci”. “Personalmente gli sono debitrice per la leale collaborazione che mi ha dato e per il grandissimo e disinteressato aiuto che mi ha offerto in questo lavoro che per me era assolutamente nuovo. Ma – prosegue Cancellieri – é lo Stato italiano ad essere debitore nei confronti di Antonio Manganelli”. “Ô lo Stato italiano che oggi lo piange e domani lo saprà onorare degnamente. Il Ministro dell’Interno, con immenso dolore, ringrazia, rimpiange e ricorda Antonio Manganelli. Annamaria vuole abbracciare per l’ultima volta l’amico Antonio”, conclude il ministro dell’Interno.

fonte ANSA