Una delegazione della Fondazione Mediterranea, guidata dal presidente Enzo Cuttone e dal giornalista Nino Ippolito, è attualmente in missione in Ucraina e Moldavia nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale e scambi culturali con i paesi della CSI, le ex repubbliche sovietiche.

A Nikopol, nella regione di Dnievopetrovsk, nel sud dell’Ucraina, cittadina di 135 mila abitanti, la delegazione ha incontrato un rappresentante della locale municipalità, Yuri Petrovic Taran, per avviare una rapporto di collaborazione finalizzato alla stipula di un protocollo d’intesa che consenta l’interscambio culturale tra Italia ed Ucraina dando la possibilità soprattutto ai giovani di visitare i paesi, conoscerne le istituzioni e studiarne usi e costumi.

Particolarmente significativa e ricca di esperienze nella città e nei villaggi circostanti la visita a Chisinau, capitale della Repubblica Moldova. Qui la delegazione italiana, accompagnata da Nazzareno Gaffuri (un italiano originario di Erba che da anni, alla guida dell’associazione internazionale «Arci Moldova» promuove progetti di sviluppo per gli agricoltori dei villaggi oltre che attività culturali rivolte alla popolazione locale) e da Diana Rotaru (interprete e coordinatrice delle attività culturali dell’Arci Moldova) ha visitato la sede della «Fondazione Regina Pacis», la struttura di accoglienza fondata e gestita da Monsignor Cesare Lo Deserto, un prete leccese che ormai da 8 anni fornisce supporto agli indigenti, ai ragazzi di strada, ai drogati e alle prostitute.

Nella sede della Fondazione, che opera solo ed esclusivamente con i fondi di beneficenza provenienti dell’Italia, la delegazione italiana ha assistito ad un rito quotidiano che rende bene l’idea del livello di povertà che c’è in Moldavia: la distribuzione dei pasti ai poveri della capitale, ovvero centinaia di anziani che percepiscono una pensione così misera da non potersi garantire un regolare pasto. Gli anziani ogni giorno, con grande dignità, fanno la fila per avere una pagnotta calda, un piatto di pasta e del companatico. Scene dure da vedere perché questa condizione di povertà colpisce persone già deboli e abbandonate come gli anziani.

Nella giornate di martedì, durante la distribuzione dei pasti, l’Arci Moldova ha organizzato un concerto in onore degli anziani eseguito dai «Briganti», la nota band milanese che è arrivata qui in Moldavia nell’ambito di un progetto di solidarietà internazionale.

Nella sede di «Regina Pacis» Don Cesare, oltre a garantire la mensa quotidiana, ospita 8 ragazzi ed 8 ragazze, molti strappati alla strada (alcune ragazze si prostituivano in Italia), altri senza una famiglia, molti drogati che sniffano la «colla».

La Fondazione Mediterranea assieme alla Fondazione «Regina Pacis» e all’Arci Moldova ha avviato una collaborazione finalizzata in questo caso alla promozione di progetti di cooperazione nel campo della solidarietà sociale

La visita della delegazione italiana si è conclusa mercoledì 21 gennaio a Chisinau nella sede dell’Ambasciata Italiana, peraltro aperta da poche settimane, dove Enzo Cuttone, Nino Ippolito e Nazareno Gaffuri sono stati ricevuti dal neo ambasciatore Stefano De Leo, da poco a Chisinau proveniente dall’Ambasciata di Bagdad.

Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora, il capo della diplomazia italiana in Moldavia ha manifestato la piena disponibilità a supportare, dal punto di vista istituzionale, i progetti che mirano all’interscambio culturale e alla cooperazione tra i due paesi.

«L’Europa dei popoli – spiega il presidente della Fondazione Mediterranea, Enzo Cuttone – si costruisce soprattutto con i progetti di cooperazione e gli interscambi culturali. Una reciprocità che presuppone soprattutto la conoscenza»

La visita della delegazione italiana è stata contrassegnata anche da un piccolo «incidente» avvenuto al confine con la Transnistria, la regione «cuscinetto» tra Ucraina e Moldavia, che si è autoproclamata repubblica indipendente (c’è pure un governo autonomo), sebbene non sia stata mai riconosciuta dalla comunità internazionale.

La Moldavia considera ovviamente la Transnistria parte integrante del Paese. La Transnistria, la cui etnia è a maggioranza russa, è diventata negli anni una sorta di propaggine dei russi che con il proprio esercito ne controllano anche i confini.

Nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio, la delegazione italiana, proveniente dall’Ucraina, al posto di frontiera di ingresso in Transinistria, dopo estenuanti controlli, un’attesa di circa 2 ore e senza alcuna spiegazione, s’è visto negare l’ingresso. E’ toccato così raggiungere il successivo posto di frontiera che dall’Ucraina consente direttamente l’ingresso in Moldavia, e cioè a Palanca, allungando il rientro di 250 chilometri.

Si ritiene opportuno citare l’episodio ritenendolo significativo di come sia ancora difficile la libera circolazione in Transinistria, una regione controllata dai russi (che vi hanno trasferito la 14ª armata) e nota per la presenza di numerose fabbriche di armi.

Enzo Cuttone
in foto: Nazzareno Gaffuri, presidente dell’Arci Moldova, l’ambasciatore dell’Italia in Moldavia Stefano De Leo, il Presidente della Fondazione Mediterranea Enzo Cuttone, il giornalista Nino Ippolito