«Da qualche tempo avvertivo nell’aria la sensazione che poteva succedere… Poi è arrivata la lettera e tutto è diventato realtà: ora sono arbitro nazionale». A manifestare la sua gioia per il traguardo raggiunto è Michele Romeo, giovane 27 enne di Castelvetrano, che è riuscito a diventare arbitro di livello nazionale di Futsal (calcio a 5) e dal prossimo Campionato inizierà ad arbitrare le gare del circuito di serie B.

Per il giovane, che da 6 anni vive e lavora a Roma, l’avvio della carriera a Castelvetrano, quando arbitrava le squadre provinciali giovanili. «Ho iniziato questa attività quasi per caso, mentre frequentavo l’Istituto superiore, spiega Romeo. A dicembre 2009 ho iniziato a seguire il corso per diventare arbitro nella sezione di Marsala, e adesso, a dieci anni di distanza, mi ritrovo promosso per il Campionato nazionale di serie B». Michele Romeo è l’unico giovane di Castelvetrano che è riuscito a ottenere questo importante traguardo negli ultimi dieci anni e il secondo in assoluto; prima di lui Antonino Ditta.

Michele Romeo

Tanti i campi da gioco percorsi e numerose le partite arbitrate: tre nel settore provinciale, nel CRA Sicilia per altri due, poi il trasferimento a Roma e dal 2015 diverse partecipazioni a finali e semifinali di categorie Juniores così come C2 e C1. «La partita che sicuramente mi ha fatto maturare e fare lo step successivo è stata ad Aranova in C1, dove insieme a un collega, quasi per scommessa, ci siamo prefissati di dare il meglio e giocarci il tutto. In quella partita ci furono un paio di espulsioni e momenti di tensione, ma sono riuscito a mantenere il rispetto l’autorità sul campo da parte dei giocatori che hanno accettato le decisioni sotto gli occhi attenti degli osservatori che valutavano la mia prestazione», racconta Romeo.

La CAN5, cioè la Federazione nazionale, prevede per regolamento una durata massima di dieci anni nel circuito, quindi Michele Romeo in questi anni dovrà dare il meglio di sé e dimostrare di essere all’altezza del suo ruolo e così fare il salto di qualità per arbitrare in serie A: «Adesso che con la serie B ho la possibilità di girare l’Italia e conoscere realtà diverse, maturerò l’esperienza necessaria per andare avanti. Sono fiducioso e spero un giorno di farcela», spiega ancora Romeo.

Nella sua carriera sono state tante le persone che gli sono state vicino: «Ringrazio, innanzitutto, il Presidente della sezione Marsala, Biagio Girlando, che è stato il primo a credere in me quando ancora ero agli inizi e il presidente del CRA Lazio Giulio Dobosz che mi accolto dopo il mio trasferimento. Ma il mio grazie va anche all’osservatore federale Antonino Ditta, che con i suoi consigli mi ha dato tanto. E poi il dottor Francesco Cirrincione che in questi anni mi ha seguito a livello fisico e atletico, il Presidente sez. Roma 2 Domenico Trombetta e tutti gli organi tecnici sia del Lazio che della Sicilia. Non per ultimo il mio fraterno amico Daniele Di Resta che, essendo stato arbitro internazionale e di serie A, è per me un vero esempio da seguire».

Impegno e costanza. Ma anche sostegno della famiglia, «soprattutto la comprensione di mia moglie – spiega – fare l’arbitro significa mancare da casa nel fine settimana, fare sacrifici e rinunce: se non avessi una compagna che appoggia e sostiene le mie scelte non sarei qui adesso».

Michele Romeo ad inizio carriera

Michele Romeo durante la sua prima finale Juniores

Michele Romeo in una gara di campionato C1

Michele Romeo durante la Semifinale di Coppa Italia – C1