Morire in solitudine, «la conclusione della vita di mia mamma è stata, alla fine, impregnata da un senso di abbandono…». Ada Giancana si prepara per domani a dare l’ultimo saluto (nel giorno della tumulazione della salma) alla mamma Vittoria Bonasanto, morta a 80 anni, mentre si trovava ricoverata al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. Il coronavirus non c’entra nulla. Colpita da un ictus mentre si trovava da una figlia a Palermo, le sue condizioni sono andate sempre più peggiorando, sino a spegnersi il 7 aprile scorso.

I giorni di ricovero della mamma sono quelli che Ada ricorderà per tutta la vita. Perché da parente di un paziente, ha vissuto questo tempo di coronavirus e restrizioni, tra impotenza e rabbia. «Il non vedere mia mamma, il non poterle dare conforto è quello che mi ha rattristato di più – racconta Ada – tutto questo perché il rispetto delle regole non è da tutti osservato. In reparto (Neurologia, ndr) ci consentivano l’ingresso di un visitatore per paziente, ma questa regola da molti veniva disattesa e così la decisione è stata quella di vietare l’ingresso a tutti».

Pazienti senza il conforto dei parenti, «e solo i figli possono capire di più». Poi le complicazioni. La signora peggiora. Arriva la telefonata: «La mamma è in fin di vita». «Corro a Palermo speranzosa di dare l’ultimo saluto a mia madre – racconta Ada Giancana – mi fermano, consegno la mia autocertificazione ma rispondono: “Non è deceduta e in ospedale non può entrare”».

Quando la signora muore, i figli riescono a far portare la salma a Castelvetrano. Un’altra figlia che vive a Bologna rimane bloccata lì. Ma l’ultimo saluto è fuori il cancello del cimitero. Dal 7 aprile la bara è in deposito in una delle stanze. Domani, dopo 8 giorni, verrà tumulata. Potranno entrare solo due parenti. Le tre figlie che si trovano a Castelvetrano si daranno il turno. L’altra che si trova a Bologna, purtroppo, non potrà esserci. La rabbia di Ada non si è placata ancora: «Grazie a tanti imbecilli si è arrivati a restrizioni che solo chi segue le regole alla fine subisce. C’è ancora gente che non capisce l’importanza di quello che sta succedendo e si fa due risate orgoglioso di beffare le regole. Grazie a loro poi succede questo. E le conseguenze le paghiamo tutti, vittime, purtroppo, di un virus chiamato, però, ignoranza».