Anche quest’anno, in occasione del Santo Natale, il Vescovo monsignor Domenico Mogavero ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Casa circondariale di Castelvetrano e ha incontrato i fratelli detenuti, alla presenza della direttrice Maria Luisa Malato, il Comandante, l’educatrice, le guardie penitenziarie, le suore di Maria Bambina, il direttore della Caritas Diocesana di Mazara del Vallo Girolamo Errante Parrino e le volontarie.

La visita ai carcerati è per il Vescovo, come lo stesso ha dichiarato durante la messa, «un momento irrinunciabile, insieme alla visita agli ammalati, perchè il carcere e l’ospedale sono luoghi di sofferenza e nei detenuti e negli ammalati si rivede il volto di Cristo sofferente». «Le parole servono a poco quando si soffre – ha continuato il Vescovo – perché il dolore rimane dentro di voi, ma le parole servono a farvi sentire meno soli e ad alleviare un po’ la vostra pena. Siete persone che hanno sbagliato ma che stanno pagando, ma soprattutto siete essere umani e nostri fratelli». Ad allietare la celebrazione il coro formato dalle volontarie della Caritas diocesana, che settimanalmente dedicano alcune ore del loro tempo ai detenuti, con i laboratori di lettura, scrittura e artistici.

Molto commovente il momento in cui un detenuto, a nome di tutti i compagni ha letto una lettera nella quale ringraziava il Vescovo per la sua vicinanza al mondo del carcere, la direttrice e tutti gli operatori del carcere comprese le volontarie che gratuitamente e costantemente si dedicano ai detenuti, togliendo tempo alla loro vita e alle loro famiglie portando loro un sorriso e che rendono il carcere più umano. Dopo la celebrazione c’è stato un momento di fraternità e condivisione grazie a un piccolo rinfresco offerto dalla Caritas diocesana.


Il coro che ha allietato la messa in carcere.

A conclusione della giornata sono stati distribuiti a tutti i detenuti dei piccoli doni realizzati dai giovani “Gli amici dei Colibrì” della parrocchia Santa Lucia di Castelvetrano, ovvero delle palline di Natale e un Rosario, come messaggio di augurio per fare arrivare loro il calore e la gioia del Natale malgrado la detenzione in carcere. Anche nei momenti più bui della propria vita in cui l’uomo tocca il fondo, c’è sempre un foro di luce dal quale è possibile vedere la speranza di ricominciare da capo.

Concetta Santangelo per Condividere

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