Sorgerà su terreno confiscato alla criminalità organizzata, in contrada Santa Maria, la nuova caserma del distaccamento dei vigili del fuoco di Mazara del Vallo. La cerimonia di consegna del bene da parte dell’Agenzia del Demanio si è svolta nel pomeriggio nella sala consiliare di Mazara del Vallo, nell’ambito di un fitto programma cominciato a Trapani, dove il prefetto ha ricevuto il sottosegretario dell’Interno, Wanda Ferro, il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati e il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il sottosegretario ha visitato poi il centro di primissima accoglienza a Trapani, realizzato all’interno di un immobile confiscato, assegnato al dipartimento regionale di protezione civile e in uso alla Prefettura. A seguire la visita alla struttura “Al Ciliegio”, anche questo bene confiscato alla criminalità organizzata, acquisito al patrimonio indisponibile del comune di Salemi e assegnato alla fondazione “San Vito onlus”, dove le autorità hanno incontrato il Vescovo di Mazara del Vallo monsignor Angelo Giurdanella e i vertici della magistratura di Trapani e Marsala.
“La consegna al corpo nazionale dei vigili del fuoco del terreno confiscato, dove nascerà la nuova caserma di Mazara del Vallo, rappresenta un risultato di grande valore: un bene sottratto alla mafia diventa un presidio stabile di sicurezza, tutela del territorio e risposta alle emergenze. È il frutto di una collaborazione istituzionale concreta e virtuosa tra ministero dell’Interno, agenzia nazionale per i beni confiscati, agenzia del demanio, vigili del fuoco e amministrazioni locali”, ha detto il sottosegretario Ferro.
“In Sicilia nell’ultimo triennio gli immobili destinati sono cresciuti di oltre il 56 per cento rispetto al triennio precedente, mentre in provincia di Trapani l’incremento supera il 50 per cento – ha aggiunto – Complessivamente, oggi in Sicilia sono stati destinati 10.991 beni immobili, di cui 1.196 nella sola provincia di Trapani: numeri che testimoniano la determinazione del governo Meloni nell’imprimere un cambio di passo deciso nel riutilizzo dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata. Restituire questi beni alla collettività significa trasformare simboli del potere mafioso in luoghi di legalità, di sicurezza e di sostegno alle fasce più deboli rendendo visibile e permanente la presenza dello Stato sui territori”.