Per “evasione fiscale” e “truffa allo Stato”, la Procura di Marsala e la Guardia di finanza hanno sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza somme di denaro, quote societarie, beni mobili e immobili, per un valore di circa 13 milioni di euro, nonché quote sociali e beni mobili e immobili di quattro complessi aziendali, per un valore stimato di circa 100 milioni di euro, a Michele Angelo Licata, il principale imprenditore locale nel settore della ristorazione e alberghiera.

Licata dopo avere ereditato dal padre Mariano la gestione del ristorante-sala ricevimenti “Delfino”, è poi riuscito a creare altre strutture, anche nel settore alberghiero, tra cui il “Delfino Beach” e il “Baglio Basile”, quest’ultimo realizzato a Petrosino.

sequestro baglio basile

Baglio Basile

— aggiornamento delle 20:00 —
Le altre aziende finite sotto sequestro dalla Guardia di Finanza continuano ad essere in attività e sono gestite dall’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Marsala, Antonio Fresina. “Tutte le attività di dette strutture alberghiere si svolgeranno regolarmente e la prosecuzione aziendale è garantita sotto le mie direttive – comunica Fresina. Tutto cio’ per il mantenimento dei valori patrimoniali delle società e per garantire i livelli occupazionali”. Sono 200, infatti, i lavoratori, tra giornalieri, stagionali e fissi, che rientrano nel bacino del gruppo Licata.
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In tutto, sono tredici gli indagati per truffa aggravata allo Stato, dichiarazione fraudolenta finalizzata all’evasione fiscale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per illecito amministrativo, indagate anche due società di capitali. Il sequestro, effettuato dal Nucleo di polizia tributaria di Trapani e dalla sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala, riguarda beni “riconducibili” anche al nucleo familiare di Michele Angelo Licata. E cioè alle figlie Clara Maria e Valentina, anche loro indagate. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa e dal sostituto Nicola Scalabrini.

Ecco, le dichiarazione del Sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone

Alla luce dell’operazione del maxi-sequestro di svariati milioni nei confronti dell’imprenditore Michele Licata esprimo, a nome mio personale, dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza di Petrosino, piena soddisfazione per il lavoro svolto dalla Procura e dalle forze dell’ordine nell’affermazione della legalità.

In questi anni è noto a tutti l’impegno di questa amministrazione e avevamo fin da subito combattuto un sistema fatto di abusi, prepotenze e non rispetto delle regole che ha beneficiato della compiacenza di troppi. Per questo abbiamo spesso ricevuto attacchi anche feroci.

La notizia di oggi è la conferma che siamo sempre stati dalla parte giusta e continueremo, a qualunque costo, a batterci per la legalità.

Il mio pensiero è ora rivolto ai lavoratori e mi impegno a collaborare con le istituzioni e il curatore dei beni sequestrati per tutelare i posti di lavoro.

Ora chiedo a tutti di riflettere sul fatto che in questa terra il vero sviluppo si può avere solo quando c’è rispetto della legge, delle istituzioni, dell’ambiente e delle persone. Non hanno futuro gli investimenti fatti con furbizia e senza scrupoli

fonte. ANSA