Tra 40 città italiane, Marsala e Trapani, sono a rischio di essere inondate dal mare, il cui livello si potrebbe alzare nei prossimi decenni. È quanto svela uno studio dell’Enea inserito nel Rapporto dell’Osservatorio di Legambiente, che stamattina è stato presentato a Roma. Secondo i dati di Enea le aeree a rischio lungo lo Stivale sono 40: c’è Venezia, Trieste, Ravenna, la foce del Pescara, il golfo di Taranto, La Spezia, Cagliari, Oristano, Gioia Tauro e finanche le due città della provincia di Trapani che sono proprio sul mare.

Secondo un’indagine di “Climate Central” e pubblicata sulla rivista “Nature”, se i ghiacciai continueranno a sciogliersi al ritmo attuale, 300 milioni di persone che vivono in aree costiere saranno sommerse dall’Oceano almeno una volta l’anno entro il 2050, anche se le barriere fisiche che erigono contro il mare saranno potenziate. Per Legambiente l’Italia è «l’unico Paese europeo senza un piano di adattamento al clima. Invertire il rapporto di spesa tra la riparazione dei danni e la prevenzione, che oggi è 4 a 1». Secondo il rapporto di Legambiente, dal 2014 al 2018 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 68 persone. A determinare l’innalzamento del livello del mare sono due fattori: l’espansione termica dell’acqua e lo scioglimento dei ghiacciai terrestri.

«È necessaria una forte accelerazione delle politiche di mitigazione del clima, per invertire la curva delle emissioni di gas serra come previsto dall’Accordo di Parigi. Ma in parallelo dobbiamo preparare i territori, le aree agricole e in particolare le città a impatti senza precedenti. Il problema è che il nostro Paese non è pronto e non ha ancora deciso di rendere questi interventi prioritari, fornendo strumenti e risorse alle città italiane» è quanto ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini.