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Marcello Craparotta, 55 anni, è alla sua prima esperienza politica diretta come consigliere comunale. Stasera, in consiglio, ha dichiarato la sua indipendenza, uscendo fuori il M5S.

Signor Craparotta, oramai è un ex pentastellato…. Perché ha abbandonato il movimento?

«Era da molto tempo che meditavo di uscirmene. Tanto è vero che dopo aver assistito alla crisi nazionale tra Di Maio e Conte, ho riflettuto molto. Oggi non mi sento più garantito e ho potuto constatare che siamo stati lasciati da soli sia dai vertici regionali che nazionali del Movimento. Nessuno ci ha aiutato in questi anni».

Eppure a Castelvetrano i vertici del Movimento sono venuti, ma lei dice che vi hanno abbandonato…

«Il mio augurio da ex pentastellato è quello che ben vengano iniziative per aiutare l’Amministrazione comunale guidata da Enzo Alfano. Mi aspetto fatti concreti».

Tre anni di M5S, una lunga amicizia col sindaco: qual è il bilancio di questa esperienza targata 5 stelle oggi conclusa?

«Sono stati anni di lotte senza che abbiamo avuto la soddisfazione di aiutare i castelvetranesi. Questa è la più grande amarezza. Seppur il sindaco qualche errore l’ha commesso, il limite più invalicabile è stato quello di non aver potuto fare nulla. Ha eredito un Comune sciolto per mafia e in dissesto finanziario. A questo bisogna aggiungere che gli iter burocratici sono diventati più complessi e poi, in alcuni posti di comando, manca personale qualificato».

Ora da indipendente sarà schierato a fianco dell’opposizione?

«Non presterò il fianco a nessuno. Voterò atto per atto secondo coscienza e la mia politica sarà quella di seguire l’Amministrazione. L’opposizione spesso si mette di traverso, ma io mi ritengo amico sia della maggioranza che della minoranza. La politica non è scontrarci l’uno con l’altro ma confrontarci».

Quale consiglio si sente di dare al sindaco da ex pentastellato?

«All’interno del nostro Movimento ho suggerito più volte la proposta di consegnare le chiavi della città al Prefetto, illustrando i problemi che persistono. Dobbiamo farci aiutare. Ma la mia proposta è stata ignorata più volte».

Marcello Craparotta

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