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Intensa e partecipata manifestazione per la pace organizzata dagli studenti del Liceo “G. Gentile” di Castelvetrano nella mattinata, in segno di solidarietà per i tanti civili coinvolti nel recente conflitto che ha interessato l’Ucraina.

Sotto la guida dei docenti hanno ricordato il principio costituzionale del ripudio della guerra come azione di offesa. Le riflessioni dei ragazzi si sono alternate alla lettura di poesie e brani musicali di De André, Ligabue, Ermal Meta, Bennato, Lennon.

Riportiamo di seguito l’intervento con il quale gli studenti hanno dato avvio alla loro manifestazione, che si è conclusa con un rispettoso minuto di silenzio:

“L’evento di questa mattina nasce innanzitutto dall’esigenza di condividere un momento di riflessione con tutti i compagni e i docenti del nostro Istituto. La gravità degli eventi che si stanno verificando attorno a noi negli ultimi giorni, infatti, non ci lascia indifferenti e, ora più che mai, riteniamo che prendere una posizione sia una scelta doverosa e di civiltà. 

Farci diventare cittadini consapevoli è uno dei più importanti obiettivi che la scuola si propone e, proprio in nome di questa consapevolezza, oggi vogliamo mostrare simbolicamente la nostra vicinanza alle vittime di questo conflitto, che è solo l’ultimo tra quelli che attualmente sconvolgono il nostro Pianeta ma che è forse quello che ci impressiona più degli altri, dal momento che si svolge alle porte dell’Europa e minaccia di coinvolgerci sempre più direttamente. 

In questa parte di mondo, la nostra generazione per fortuna non ha mai sperimentato finora cosa significhi veramente vivere in un Paese in guerra. Tuttavia noi adolescenti, figli di una società libera e democratica, abbiamo avuto modo di conoscere la guerra nei suoi vari aspetti e da ogni prospettiva, grazie allo studio e alla cultura, che ci hanno insegnato come sin dai tempi antichi essa sia stata la soluzione privilegiata, ma al tempo stesso la più disastrosa e disumana, per risolvere i contrasti tra i popoli. 

Dopo due anni dall’inizio della pandemia che ha stravolto le nostre vite ma che ci ha anche portati a dare un nuovo valore alle parole ‘normalità’, ‘tranquillità’ e ‘spensieratezza’, assistiamo con incredulità e sgomento alle immagini che giungono dall’est Europa e che ci mostrano famiglie in fuga, vittime innocenti e distruzione. 

Non vogliamo però abbandonarci al senso d’impotenza, ma sentiamo come un nostro dovere quello di farci promotori di pace e custodi delle libertà e dei diritti che ci sono stati consegnati in eredità da chi ci ha preceduto. Crediamo fermamente che nelle questioni internazionali debbano prevalere principi quali cooperazione, solidarietà, dialogo e che la guerra debba sparire dall’elenco delle soluzioni praticabili!

Questo è il mondo che in cui vogliamo vivere e che intendiamo tramandare a chi ci seguirà. E oggi siamo qui per testimoniarlo con la nostra presenza, i nostri gesti, le nostre parole, il nostro canto.”

AUTORE.