Grande sconcerto in tutta la comunità di Castelvetrano dopo la notizia della sospensione di un’insegnante di scuola materna per dei casi di maltrattamento. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Castelvetrano hanno acquisito elementi di prova che hanno confermato l’esistenza dei maltrattamenti a scapito dei bambini della scuola, grazie anche al supporto di intercettazioni audio e video all’interno della scuola (su decreto della Procura della Repubblica).

Di fronte ai ripetuti casi di maltrattamenti nei confronti di alunni in tenera età e di violenze da parte di studenti nei confronti dei loro professori, c’è chi torna a proporre l’introduzione delle telecamere nelle scuole. Ma su questo punto non tutti sono d’accordo. Meglio l’incolumità in classe o la privacy?

Sul fatto è intervenuta anche l’on. Annagrazia Calabria: “Da Castelvetrano arriva l’ennesimo caso di maltrattamentiin una scuola materna nei confronti dei bambini – ha detto il Deputato al Parlamento Italiano – E’ l’ultimo di troppi episodi che si sono susseguiti da Nord a Sud Italia dall’inizio dell’anno e che richiedono una risposta urgente da parte del legislatore.

L’installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili è fondamentale sia per scoraggiare condotte gravi a danno dei più deboli, sia per agevolare e velocizzare le indagini delle Forze dell’Ordine e, di conseguenza, la punizione dei colpevoli. Continuerò perciò a battermi per l’approvazione della mia proposta di legge in materia, che prevede anche un’attenzione particolare alla formazione del personale e ai requisiti di idoneità a svolgere determinati ruoli. E’ una battaglia di civiltà che vogliamo vincere”

La soluzione telecamere però non convince i sindacati. “La scuola è un ambiente educativo, pensare a telecamere in classe fa venire in mente un riformatorio, ad un carcere o al Grande Fratello: la scuola deve essere invece una comunità educante”, dicono concordi Cgil, Cisl, Uil e Gilda.

Il Codacons replica “le telecamere evitano gli abusi”. Gli insegnanti si dicono favorevoli a patto che siano visionate solo le immagini utili a chiarire episodi “sospetti”.