Essepiauto

“Dopo avere firmato, il 12 giugno scorso, un accordo preliminare che consentiva di avviare la trattativa per ampliare l’offerta culturale del patrimonio culturale siciliano, oggi, al dipartimento regionale Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, è stato sottoscritto l’accordo definitivo che consentirà di derogare i limiti dei festivi previsti dal contratto di lavoro e di tenere aperti i siti della cultura siciliana”.

A dichiararlo sono Michele D’Amico responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir.

“L’accordo sindacale odierno è anche la continuazione – precisano i sindacalisti – di un percorso iniziato lo scorso anno insieme all’assessore Sebastiano Tusa e che ha visto i sindacati firmatari uniti per la salvaguardia e la fruizione del patrimonio culturale. Sindacati e Amministrazione hanno lavorato in sinergia per scongiurare tutti i dubbi interpretativi scaturiti dall’accordo firmato lo scorso anno e, dopo un serrato confronto, si è pervenuti al migliore accordo possibile compatibilmente con le risorse disponibili”.

Con l’accordo odierno si prevede – commentano D’Amico e Romano – di superare solo in parte la gravissima problematica della ormai ben nota carenza di personale (1.977 unità delle quali la metà proprio nel settore della vigilanza e fruizione dei siti culturali siciliani) sopravvenuta a seguito del collocamento in quiescenza dei dipendenti.

“Terminata, parzialmente, la fase di emergenza e scongiurata la chiusura dei siti culturali siciliani nella seconda parte dell’anno, – continuano i sindacalisti – occorre dare attuazione pratica alla recente rimodulazione amministrativa del dipartimento Regionale Beni Culturali e all’istituzione dei nuovi Parchi Archeologici se non si vuole che tutto ciò resti solo sulla carta”.

“Chiediamo al Presidente della Regione Siciliana, nella qualità di Presidente e di Assessore Regionale ai Beni Culturali – concludono Michele D’Amico e Simone Romano – di avviare quindi un’immediata stagione di confronto per rilanciare investimenti e ammodernamento dell’amministrazione tendente a qualificare, in termini di immagine, l’intero sistema dei beni culturali siciliani e la qualità delle condizioni lavorative di tutto il personale: necessita l’immediata riclassificazione del personale regionale nonché un piano occupazionale che, da una parte, tenda a colmare le numerosissime carenze di personale e, dall’altra doti le nuove strutture di personale altamente specializzato. Senza un serio piano occupazionale e di riclassificazione del personale già in servizio il sistema dei beni culturali sarà prossimo al default già a partire dal prossimo anno”.