Luciano Messina fu un uomo ricchissimo.
Le sue ricche passioni furono quelle sociali.

La sua formazione culturale lo condusse ad amare la letteratura, la storia dell’arte, la filosofia, le lingue antiche, la poesia.

La societas era la sua passione vera. Ha speso tutta la vita per migliorarla questa società. E per contribuire in modo più incisivo aveva scelto la funzione dell’educatore nella scuola. Quello dell’insegnante, sin da giovanissima età, fu il ruolo con cui si misurò per dimostrare a se stesso e agli altri che agli uomini di buona volontà fosse possibile rendere migliore il proprio mondo.

Il mestiere di Preside di scuola secondaria superiore poi, gli consentì di applicare i metodi di una innovativa ed illuminata didattica, tanto da divenire l’ispiratore di una sperimentazione ministeriale che tracciò le linee di un rinnovamento complessivo della scuola italiana. Negli anni ’60 coniò l’idea di una scuola aperta alla società esterna e del graduale abbandono della lezione frontale a vantaggio di un confronto con le realtà esterne all’aula d’insegnamento. “La scuola fuori dalla scuola”. Fondò la rivista “Incontri” che trascriveva le esperienze del mondo sociale e culturale che incontrava il mondo della scuola. Scrisse molto e pubblicò libri di poesie, racconti, prose. Si impegnò nel sociale, nella diffusione culturale, nell’attività politica pura intesa quale servizio autentico verso la gente (roba non di questo mondo politico!).

Fu sindaco di Castelvetrano (1956-1960) e realizzò opere pubbliche importanti con l’unico intento di servire la propria gente e donando l’emolumento ai bambini poveri della sua città per 250 milioni di lire.

Consigliere provinciale e Presidente della Provincia di Trapani sino agli anni ’80, interpretò il suo ruolo politico nell’interesse della collettività.

Un uomo ricco di grande intelletto e di spirito innovativo. Aveva dimostrato che qualunque attività l’uomo svolga, la passione e il cuore, ma anche il rigore morale e l’impegno, avrebbero fatto la differenza nel risultato. Egli riuscì a raggiungere una rara realizzazione sociale ed umana e fu apprezzato e rispettato dall’intera società che comprese le grandi doti dell’uomo di cultura e del politico coerente e leale, dalla grande onestà intellettuale ed umana.

Scompare nel 2007 e nel 2009 nell’Aula Magna del Liceo Classico “G.Pantaleo”, su iniziativa del preside Francesco Fiordaliso e della Fidapa, si svolse un convegno su “Luciano Messina preside, politico, letterato” i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista Logoi edita dall’Istituto Statale di Istruzione Superiore.

Nel dicembre del 2012 l’amministrazione comunale ha voluto a lui intestare la via Castelfidardo dove il “Preside, poeta, letterato Luciano Messina” nacque.

Sempre grazie alla sensibilità del preside Fiordaliso, nel febbraio del 2013 è stata intestata l’Aula Magna dell’Istituto Magistrale “G. Gentile”, oggi Liceo delle Scienze Umane, dove martedì 6 giugno 2017 alle ore 10, per l’organizzazione della Dirigente Scolastica prof. Tania Barresi, si svolgerà la presentazione dell’opera incompiuta inedita “L’ultimo disturbo” di Luciano Messina con prefazione di Francesco Saverio Calcara e la collaborazione del Rotary International del presidente Pierluigi Varia. Nel corso della manifestazione che verrà celebrata nel decimo anniversario della scomparsa dell’autore, verrà tracciata una testimonianza di Francesco Fiordaliso.

Grazie a Maria Antonietta Garofalo, i giovani alunni incontreranno il nostro autore fra i volumi della loro biblioteca scolastica.

Ciò che appare significativamente importante è che quel giorno la maggior parte delle persone possibili che hanno conosciuto Luciano Messina, abbiano un bel pensiero di ricordo per lui, per l’uomo buono e generoso che ha lasciato di sé il senso compiuto della sua ricchissima esistenza, affinchè anche Ferdinando Russo possa avere per lui affermato “i poeti non muoiono se il loro ricordo è vivo nel popolo con cui hanno vissuto”.

Tina, Enzalba e Franco Messina, con animo grato