Quella chiamata dalla centrale 118 se la ricorda ancora: «Bisogna soccorrere una persona con febbre e sintomi influenzali». Luca Venezia, 27 anni, di Castelvetrano, è l’infermiere del 118 che, insieme al suo team di stanza a Mazara del Vallo, ha soccorso il primo affetto da Covid-19 in provincia di Trapani: un professore di Marsala tornato da un viaggio a Milano. Siamo a metà marzo, l’emergenza pandemia è prossima, le prime notizie drammatiche dal Nord vengono trasmesse in tv. La Sicilia è, per fortuna, ancora fuori l’ondata di contagio.

Quella telefonata suona come il primo campanello d’allarme in provincia di Trapani. «Ero di turno a Mazara del Vallo, con l’intero team abbiamo avviato la procedura della vestizione, indossati i sistemi di protezione individuale e via di corsa verso casa del professore a Marsala», spiega Luca Venezia. Sull’ambulanza i parametri sull’ammalato non quadrano: desatura, lui non sta bene. Arrivano al pre-triage Covid-19 dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala, viene fatto il tampone che risulterà poi positivo. L’ambulanza col team si dirige presso la Cittadella della salute di Trapani, dove verranno sanificati sia mezzi che uomini.

Da quel primo intervento, Luca Venezia – a turno di servizio presso le postazioni di Marsala, Mazara del Vallo e Castelvetrano – è intervenuto altre undici volte per trasportare presunti positivi o affetti da Covid-19 verso gli ospedali della provincia di Trapani. «È un’esperienza abbastanza tosta – spiega – ma il coraggio è più forte della paura, la nostra priorità è garantire la salute del paziente». Studente del Liceo Scientifico della città, la laurea in Scienze infermieristiche a Palermo nel 2014 e dal 2016 è infermiere a tempo determinato del 118. Ore di lavoro vissute sempre in emergenza, «perché quando chiama la centrale devi correre». Incidenti più o meno gravi, infartuati e in questi mesi anche gli affetti da Covid-19.

«Calma e professionalità sono gli ingredienti del nostro lavoro, della “grande famiglia” del 118», spiega. Senza tralasciare quello delle emozioni che toccano l’umano: «In queste settimane ho continuato a informarmi su come stava il primo paziente Covid-19 che abbiamo trasportato in ospedale. Poi ho saputo che è tornato a casa guarito e ho tirato un sospiro di sollievo». Per poi tornare, in divisa, a bordo dell’ambulanza, in attesa che la centrale chiami ancora per un’altra emergenza, di giorno o di notte. «Grazie per il lavoro svolto in “trincea”» ha scritto Gaetano Di Fresco, coordinatore infermieristico del 118 Palermo-Trapani. Una lettera che si chiude così: «Non siamo eroi ma professionisti con un cuore grande».