festa delle donne

Il manifesto “We Can Do It!” è associato a Rosie the Riveter e al movimento delle donne salariate che lavoravano durante la II Guerra Mondiale

L’otto marzo che dovremmo augurarci, Care Donne non è fatto di mimose, di cene tra “noi”ormai vecchio format visto e stravisto.

L’otto marzo che dovremmo augurarci tutte è un giorno che dovrebbe guardare avanti e che non si spacca sulla parità di genere nella legge elettorale, compromettendo il principio di democrazia paritaria, non deve meravigliare come si pensi sulle quote rosa, ed è importante peraltro che vi siano opinioni diverse e che tutte le opinioni vengano rispettate e che la discussione stessa non crei spaccati femministi diceva Rebecca west a proposito di femminismo «Io non sono mai riuscita a capire esattamente che cosa sia il femminismo: so soltanto che mi danno della femminista ogni volta che esprimo sentimenti tali da distinguermi sia da uno zerbino, sia da una prostituta”

L’otto marzo del 2014 vede ancora infinite problematiche irrisolte, in ogni ambito, perché quando si parla di disuguaglianza che riguardano le donne in realtà si lavora e si combatte per risolverLe tutte non solo sociali, anche quelle di classe…

L’otto marzo ci impone oggi di guardare più in la del nostro cortiletto, le donne spagnole ad esempio che sono tornate indietro di 15 anni perdendo la libertà di decidere sulla loro maternità,

La bocciatura in Parlamento Europeo della risoluzione “Estrela” sulla “salute e sui diritti sessuali e riproduttivi”, nella quale si stabiliva il “diritto di aborto sicuro e legale” in Europa.
L’otto marzo che dobbiamo volere è un 8 marzo diverso, un otto marzo dove si lavora per i nostri figli affinché possano divenire persone libere dagli stereotipi, dalla paura, dalla rabbia e dalla povertà.