«Un orgoglio per la nostra città. Loreta Gulotta, porta in alto il nome della nostra Castelvetrano». Esultano così i castelvetranesi, dopo l’oro mondiale conquistato da Loreta nella sciabola a Lipsia.

Loreta già ad otto anni aveva già le idee chiare. «Papà voglio praticare la scherma». Una richiesta un po’ strana per una bambina che frequentava la terza elementare. «A Castelvetrano – racconta il fratello Francesco – si era aperta una palestra di scherma per bambini e mia sorella era decisa ad iscriversi lì. Ha cominciato così, la sua avventura, per poi essere seguita a Mazara del Vallo dal suo primo allenatore Ninni Signorello, che oggi è tecnico in Australia».

Una famiglia di sportivi quella di Loreta, il padre era calciatore della Folgore a Castelvetrano, due fratelli, Giuseppe e Alessandro, giocavano nella Serie A di pallamano e il terzo fratello, Francesco, giocava in serie B con la pallavolo.

«Avrei voluto continuare – dice Francesco – come ha fatto mia sorella, ma in famiglia per vari motivi ci siamo fermati un po’ tutti, lei è l’unica che ha continuato e ha raggiunto traguardi enormi. Siamo orgogliosissimi e visto che noi viviamo sparsi per l’Italia, grazie alle sue gare, la famiglia si riunisce spesso, perché tante volte la seguiamo un po’ ovunque».

Il padre di Loreta, Salvatore, è commosso, così come la mamma Anna. «Pensi che io ero un impiegato e l’unico che aveva lo stipendio in famiglia -racconta il papà -. Quando mi espresse la volontà di iniziare questo percorso. I patti erano stati chiari: doveva promettere di continuare a studiare e portare risultati a scuola, anche perché aveva scelto uno sport particolare e molto costoso. E cosi è stato. A scuola era bravissima, è cresciuta studiando, allenandosi ogni giorno e poi era un bambina molto tranquilla. Abbiamo fatto tanti sacrifici e ne è valsa la pena».

Photo Bizzi-Trifiletti (FIS)

«Nel 2003, la notò un tecnico importante che adesso vive in Russia – continua papà Salvatore -. Ci disse chiaramente di far trasferire la nostra Loreta a Roma, perché aveva delle grosse potenzialità che lui aveva notato e non poteva vivere a Castelvetrano. Aveva 15 anni, delegai mio fratello che viveva a Roma e si trasferì lì. Andò ad allenarsi al centro federale, nel frattempo si è diplomata e poi laureata in Scienze politiche. In seguito ha anche partecipato al concorso per le Fiamme Gialle, superato brillantemente e da 14 anni è nel nucleo sportivo». Loreta è stata la prima donna ad entrare nel nucleo sportivo delle Fiamme Gialle, in questo sport. La schermidrice ha fatto parte anche della squadra olimpica di sciabola a Rio de Janeiro.

Photo Bizzi-Trifiletti (FIS)

Anche il preside Totò Ferri la ricorda con affetto e la sente spesso. «L’ho vista crescere, io ero preside sia alle scuole medie “Pappalardo”, sia all’istituto tecnico commerciale che ha frequentato solo per i primi due anni, poi le ho dato il nulla osta per trasferirsi a Roma e continuare gli studi lì. L’ho sempre sostenuta – racconta il preside – perché capivo il suo amore per la scherma e già avevo capito quello che sarebbe diventata, un grande campionessa».

Il prossimo tre agosto Loreta, accompagnata dai genitori Anna e Salvatore, per iniziativa del presidente dell’Unitre Castelvetrano Selinunte, Totò Ferri, sarà ricevuta dal commissario del comune di Castelvetrano, Salvatore Caccamo.

Il preside Ferri estimatore della Loreta ha manifestato la sua particolare soddisfazione sia per il prestigioso risultato ottenuto dalla squadra azzurra di cui fa parte Loreta, ma anche per la sensibilità e disponibilità del commissario Caccamo e del suo Staff nel ricevere e riconoscere una delle tante «eccellenze» in un momento di preoccupante crisi delle istituzioni della città.

di Francesca Capizzi
per Giornale di Sicilia