Il nostro paese è diventato un luogo in cui non potersi più rifugiare, la madre Terra a cui facevamo riferimento è davvero in pericolo, il nostro futuro lo è. Il cambiamento climatico è una realtà e sta già provocando impatti e fenomeni  mai visti, portando allo sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita.

Dall’ultimo rapporto dell’IPCC su Cambiamenti Climatici e territorio, l’Italia è al centro della regione Mediterranea, una delle aree più interessate da impatti significativi degli eventi estremi. ma proprio per questo, il nostro paese può dare al mondo segnali positivi.

“Per la prima volta – ha spiegato Riccardo Valentini, (Fondazione CMCC, Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti Climatici e Università della Tuscia), unico autore italiano del Rapporto Speciale dell’IPCC su Cambiamenti Climatici e territorio, – nel rapporto si parla di agricoltura sostenibile come di una soluzione al problema. In Italia abbiamo tanta creatività e un settore produttivo di qualità che vede impegnati molti giovani. Inoltre, possiamo fare di più in termini di educazione alimentare. Quel che è fondamentale è che si agisca in fretta: la scienza deve avere una ricaduta sulla società e la politica ha un ruolo fondamentale in questo”.

“Abbiamo tutte le carte in regola dal punto di vista dei piani di mitigazione per la riduzione delle emissioni di gas serra e per i piani di adattamento”, ha commentato Donatella Spano, (CMCC e Università di Sassari), che ha seguito da vicino la stesura del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. “Ora – ha continuato – si tratta di trovare il modo di rendere operative le indicazioni che la comunità scientifica ha messo a disposizione”.

Valentini, Spano e Perugini, (CMCC, Divisione di ricerca che studia gli impatti dei cambiamenti climatici su agricoltura, foreste e servizi ecosistemici), hanno spiegato che il tema è molto complesso, perché se da una parte la strada delle soluzioni spinge verso le soluzioni finalizzate a ottenere riduzione della concentrazione di CO2 in atmosfera e quindi si invita a puntare su riforestazione sostenibile per aumentare la capacità del pianeta di assorbire e trattenere carbonio, dall’altra parte il suolo è soggetto ad una elevata competizione tra attività diverse. Bisogna fare attenzione, ad esempio, che le aree destinate alle foreste o alla produzione di biocarburanti non incidano negativamente sulla produzione di beni alimentari.

Durante il webinar Il clima, il suolo, gli ecosistemi terrestri: i contenuti del rapporto speciale IPCC svoltosi il 10 settembre 2019, si è permesso di avanzare possibili soluzioni.

Argomento molto rilevante del rapporto è il cibo, il modo in cui lo produciamo, il modo in cui lo consumiamo, il modo con cui lo perdiamo o lo sprechiamo.

In questo contesto, fattori climatici contribuiscono a mettere sotto stress il sistema, con conseguenti influenze sulla sicurezza alimentare, e cioè sulla capacità delle persone, a livello globale, di avere disponibilità di cibo, di poterlo utilizzare, di potervi accedere in maniera stabile e costante.

La gestione del territorio comprende il settore agricolo (aumentare la produttività agricola in maniera sostenibile), le foreste (riduzione della deforestazione e gestione forestale sostenibile, evitando competizione con il settore agricolo), la gestione del suolo che contiene e mantiene il doppio del carbonio contenuto in atmosfera.

Il sistema alimentare, grande novità di questo rapporto, è responsabile del 37% delle emissioni globali, di cui quasi un terzo derivanti da sprechi alimentari. Comportamenti che incidano sulle abitudini alimentari, ossia sulle diete possono avere un impatto considerevole sulle emissioni di gas serra. Riducendo il consumo di carne, in particolare carne rossa, e di latticini ai livelli definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità possiamo fare molto per contenere i cambiamenti climatici e migliorare le condizioni di salute. Tra le varie diete considerate dagli scienziati dell’IPCC, la dieta mediterranea è una delle più virtuose.