Cosa ci lascia l’anno che è passato? E cosa ci aspettiamo dall’anno che verrà? L’analisi di come abbiamo vissuto questi 12 mesi appena trascorsi e della speranza per quelli che vivremo, è una vecchia tradizione che ogni anno tutti facciamo. Quando non c’erano i social, queste riflessioni ognuno di noi le teneva per sé, al massimo le condivideva coi parenti stretti. Oggi è quasi una consuetudine farlo, soprattutto sui profili social, anche copiando pensieri e grafiche. Quasi quasi ci siamo uniformati, non dando più valore a parole e pensieri.

Il passaggio tra il 2020 e il 2021, però, sono convinto che è un tempo diverso da tutti gli altri. Ce lo ricorderemo anche dopo decenni perché ha segnato la storia del mondo. La pandemia da Coronavirus scoppiata in Cina, poi arrivata in Europa e nel resto del mondo, ci lascia i segni della memoria, del dolore. Ma, soprattutto, ci ha resi, involontariamente, più aridi nei rapporti umani, lasciando cadere nel vuoto quelle forme di fraternità umanità quali gli abbracci, i baci o una semplice carezza. Come è cattivo un virus invisibile che porta apvanti silenzioso la sua battaglia contro l’uomo…

Il 2020 è l’anno che ricorderemo, soprattutto, per una parola: Covid-19. Non basta solo questo, però, per archiviarlo. Il nostro giornale, CastelvetranoSelinunte.it, giorno dopo giorno, ha raccontato questi 12 mesi che ci siamo lasciati alle spalle. Abbiamo raccontato le  storie, i fatti di cronaca, la politica locale, le scelte amministrative per la città. In una sola frase: abbiamo dato voce al territorio tramite la nostra missione silenziosa di informare i lettori con garbo e puntualità. La migliore risposta è stata la crescita straordinaria dei numeri di chi ci segue, segno di fiducia e stima rinnovata.

L’anno che ci siamo lasciati alle spalle è quello della scomparsa di don Baldassare Meli, anima spirituale e sociale del quartiere Belvedere della città ma è stato anche l’anno dell’avvio dei lavori al porto di Marinella di Selinunte, dell’inizio del declassamento dell’ospedale (con le proteste del Comitato “Orgoglio Castelvetranese”) ma anche della speranza per i tanti contrattisti e lavoratori ASU di una stabilizzazione tanto sognata. È stato un anno costellato di tanti fatti di cronaca ma anche di liete notizie per un territorio difficile e provato economicamente.

Oggi guardiamo al 2021 con la speranza di tornare a una “normalità” quotidiana, mentre “viviamo” ancora la pandemia e l’arrivo del vaccino, luce nel buio fatto di tristezza e paura. Questo primo giorno dell’anno – nel quale si celebra anche la Giornata mondiale della pace – in cui siamo riuniti coi nostri cari attorno a tavole imbandite, sia tempo anche per la riflessione. Quella vera e non banalmente omologata. Quella che, per un momento, ci faccia riscoprire il valore di esserci (con un pensiero a chi non c’è più), di aiutare chi è in difficoltà, di avere rispetto e di impegnarci per il bene comune. Auguri.

 

Max Firreri – direttore CastelvetranoSelinunte.it