Il Covid19 non arresta le attività programmate al Liceo Scientifico per commemorare la Giornata della memoria. A conclusione del progetto La memoria, il tempo disperso e ritrovato, coordinato dalle docenti Antonella Denaro, Anna Maria Maltese e Rosalinda Signorello, gli alunni delle classi quinte dell’Istituto hanno presentato i loro lavori di ricerca e di approfondimento, dando visibilità soprattutto a storie di bambini sopravvissuti alla persecuzione nazi-fascista, puntando l’attenzione non solo sul durante, ma anche sul prima e dopo la Shoah. Non a caso la scelta del titolo evidenzia le difficoltà del loro ritorno alla vita e il riappropriarsi di quelle identità cui avevano dovuto rinunciare, in quanto motivo di discriminazione.

Alla conferenza, tenuta in remoto, ha partecipato in qualità di relatore il prof. Francesco Bonanno, biblista dell’Istituto Siciliano di Studi ebraici, dando un taglio culturale e filosofico al tema trattato. Prendendo spunto dalle storie rievocate dai ragazzi utilizzando linguaggi diversi (multimediale, grafico, musicale…), il professore Bonanno si è soffermato a riflettere sul valore della memoria, da non intendere come sterile ricostruzione di fatti, un “archivio impolverato di dati, consultato solo dagli storici”, ma come un atto vivo, capace di ricostruire il senso del passato, attraverso un libero pensiero e spirito critico. Questo è possibile solo se le storie vengono lette non dal punto di vista freddo dello storico, ma attraverso il punto di vista dei bambini che li hanno vissuti. A conclusione del suo intervento, il professore Bonanno ha ribadito il valore della scuola come formativo, atto a sensibilizzare le nuove generazioni al fine di contrastare l’indifferenza e le tesi negazioniste, quando non ci saranno più testimonianze dirette. A questo proposito il professore si è complimentato con la Dirigente Dott.ssa Gaetana Maria Barresi, per la sensibilità mostrata, anche nel corso degli anni precedenti, nei riguardi della tematica trattata. Il momento finale dell’incontro è stato dedicato ad un confronto con gli alunni, che, partecipando con vivo interesse, hanno ribadito di essere consapevoli di ereditare un importante ruolo: essere staffette del dramma vissuto da chi ormai non può più testimoniarlo in prima persona.