Essepiauto

Da una parte il credo di essere migliori, il bisogno di dimostrarlo al gruppo, la spavalderia, la mancanza di un’educazione al rispetto, all’altruismo, all’accettazione, al dovere. Dall’altra parte un cuore, un’anima, che vuole vivere, sperimentare, crescere, sentirsi parte del gruppo, credere che, come gli altri, si abbia un ruolo ed un’importanza.

Lo chiamano: “bullismo”, e, dietro questa parola che sa di bravata, si consumano tragedie, dall’una e dall’altra parte. Dietro la parola “bullismo” si nascondono veri e propri atti criminali perpetrati a danno dei più deboli, o forse, semplicemente più educati. Il criminale, spesso adolescente, ma non sempre,nascondendosi dietro ad un monitor pensa di restare impunito protetto da una falsa identità, infligge all’altro sofferenze ed umiliazioni con la complicità dei like e delle condivisioni di poco informati “amici”.

L’incoscienza, la solitudine, il sentirsi adulti in assenza degli adulti, portano gli adolescenti ad essere vittime del cyderbullismo che vede, il più delle volte, protagoniste giovani ragazze adescate da più esperti criminali che dall’altra parte del monitor le manipolano e le sottraggono all’infanzia, al mondo e all’ignara famiglia. Questi gli argomenti trattati presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico M. Cipolla di Castelvetrano da un coinvolgentissimo relatore ,presentato dalla Dott. Giusy Agueli presidente dell’ass. Palma vitae, avv. Antonio Maria La Scala, presidente nazionale dell’ass. Penelope Italia onlus che si occupa di ragazzi scomparsi,il quale,attraverso filmati, interessanti esempi e consigli ha invitato i ragazzi presenti alla riflessione, alla responsabilità e a guardare dall’altra parte.

Giovanna Zappalà